'Mare mare, non ti posso guardare così…' canta Loredana Bertè in una delle sue più famose canzoni: Il mare d'inverno. Lei si riferiva al fascino malinconico di cui il mare si veste in pieno inverno, contrapposto alla veste più gioiosa con la quale siamo abituati ad apprezzarlo in estate. Ma la difficoltà di guardare il mare e accettarlo così com'è proviene anche dal fatto che in più punti del nostro Paese è altamente inquinato, per i perpetrati negli anni scarichi industriali, fognari o alberghieri che ci sono finiti dentro. Le acque inquinate possono avere effetti nefasti sulla salute, tra cui i più diffusi sono le irritazioni cutanee. Ma in una località italiana si è andati oltre, con febbri alte dopo un tuffo.

Dove è successo? E perché?

Febbri alte per molti bambini e adolescenti

Come riporta 'Il resto del Carlino', il primo giorno di vacanza di una colonia in vacanza a Civitanova, nelle Marche, si è trasformato in un incubo. Lo scorso lunedì 22 giugno quaranta tra bambini e adolescenti, tra i sette e i quattordici anni, hanno fatto il bagno a sud di Civitanova. Ma dopo un po' hanno accusato tutti febbre alta, irritazione della pelle, vomito e diarrea. Proprio quel giorno l'Arpam - agenzia regionale per la Tutela ambientale - aveva fatto analizzare l'acqua di quel tratto di costa, con il risultato che si sono verificati valori ben oltre la norma di batteri come escherichia coli ed enterococco. Indice del fatto che lì sono stati sversate feci e urine. Ovvero, che in mare ci siano finiti scarichi non depurati di condotte fognarie abusive che si trovano nei paraggi.

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Per fortuna nel nostro Paese ci sono anche molte località insignite della Bandiera blu e veri 'Paradisi sulla Terra'. Tuttavia, una maggiore accortezza nella tutela ambientale delle nostre coste renderebbe lo 'stivale' ancora più turisticamente appetibile e metterebbe meno a rischio la salute dei bagnanti. Anche a causa di gestori balneari senza scrupoli che lasciano fare il bagno anche laddove non si potrebbe.