Salvatore Buzzi, proprietario della cooperativa 29 giugno e tra i principali indagati dell'inchiesta Mafia Capitale, ha chiesto un patteggiamento di pena a tre anni e sei mesi di reclusione, più 900 euro di multa, in vista del suo processo fissato per novembre.

Il gip (giudice per le indagini preliminari) Flavia Costantini ha depositato l'istanza per il patteggiamento, dopo la richiesta di giudizio immediato da parte della Procura di Roma (che comunque darà parere negativo alla richiesta di Buzzi) nei confronti degli 34 indagati raggiunti dall'ordinanza di custodia cautelare al tempo della retata dello scorso dicembre.

34 nomi tra i quali Buzzi si trova in buona compagnia: da Luca Odevaine, ex vice capo di Gabinetto per Veltroni e, tra le altre cose, talmente abile a gestire la questione dei richiedenti asilo per conto dei responsabili del gruppo La Cascina, che questi avevano anche deciso di aumentargli il fisso mensile da 10mila a 20mila euro al mese, fino a Massimo Carminati, già esponente dei Nuclei Armati Rivoluzionari e nientemeno che affiliato alla Banda della Magliana. Senza farsi mancare nemmeno le municipalizzate: l'ex amministratore delegato di Ama, Franco Panzironi, anch'esso presente tra i famosi 34 indagati, si è poi preso una condanna di 5 anni e 3 mesi per falso e abuso d'ufficio, in relazione alle 841 assunzioni sospette avvenute a cavallo tra il 2008 e il 2009.

Il sequestro dei beni

A Buzzi, accusato di corruzione e associazione a delinquere di stampo mafioso (416-bis), i finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria hanno sequestrato beni per 16 mln di euro (una piccola parte dei 360 mln di euro finora sequestrati nelle due operazioni di Mafia Capitale) tra capitale sociale, quote societarie e il patrimonio della Sarim Immobiliare Srl di Roma.

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Le indagini sulla Sarim Immobiliare Srl hanno inoltre rivelato che la società era controllata, guarda caso, dalla 29 giugno per il 48% e per il 4% dalla Formula Sociale, entrambe le cooperative poste sotto sequestro durante la prima inchiesta di dicembre. La Sarim stessa era partecipata in per il 6% dallo stesso Buzzi, per un altro 6% da Emanuela Bugitti (legale rappresentante della Sarim) e in minima parte (1%) da Carlo Maria Guarany.