Non è certo la prima volta che a Fiumicino non si riesce a partire - o ad arrivare - a causa di un incendio. Solo che tre mesi fa, a inizio maggio, l'incendio non si era sviluppato all'esterno dell'aeroporto, nella pineta, ma all'interno, nel Terminal 3 non ancora rientrato a regime. L'incendio, non di origine dolosa, era scoppiato poco dopo lo scoccare della mezzanotte. In quel momento le telecamere del circuito interno avevano ripreso il fumo mentre usciva dal controsoffitto, vicino a un bar.

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A causarlo un corto circuito in un condizionatore portatile.

Attualmente sono cinque le persone indagate per omicidio colposo. La procura di Civitavecchia ha inoltre aperto un fascicolo sulla salute dei lavoratori del Terminale 3.

A lamentare disturbi di diverso tipo sarebbero stati in almeno 150. 

L'area, subito posta sotto sequestro, era tornata operativa alle ore 23:59 del 18 luglio dopo numerosi rinvii dovuti alla presenza di contaminanti attivi. Ad essere tornato attivo è stato, in particolare, il molo D, ancora sottoposto a sequestro dalla magistratura. Il via è arrivato dopo i primi risultati inferiori ai limiti imposti dalla legge. Ma per Alitalia non basta, così la compagnia ha annunciato che potrebbe lasciare Fiumicino se l'aeroporto non alzerà lo standard dei servizi.