In queste ore Eros Ramazzotti ha inviato un sms a Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, raccomandandogli di ricordare il loro grande amico Pino Daniele al concerto che terrà domani sera al San Paolo. Basta solo questo esempio, tra i tanti, per capire l'affetto che ruotava intorno al cantautore napoletano, scomparso lo scorso 4 gennaio 2015. Indimenticato da tanti artisti, ma soprattutto dai suoi compaesani, che lo ricorderanno dal prossimo ottobre fino a gennaio con un'altra iniziativa.

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Sulla sua morte si è detto tanto, troppo. Con voci al limite del gossip e un litigio tra la sua compagna e l'ex moglie. Nella sua casa in Maremma ci è stato perfino un furto da parte di squallidi sciacalli.

Un post-morte che Pino non avrebbe certo desiderato, lui, schivo, introverso e riservato com'era. Ma adesso la perizia medica del team di medici legali nominato dal pm Marcello Monteleone, dovrebbe mettere la parola fine. E' stata depositata proprio stamane. Vediamo cosa dice.

Morto per un decadimento cardiaco impossibile da frenare

Come riporta Il Corriere della sera, Pino Daniele sarebbe morto per un decadimento della funzione cardiaca, che nessuno avrebbe potuto frenare. La sera del 4 gennaio, l'artista partenopeo era consapevole del pericolo di morire quando ha comunque deciso ugualmente di partire dalla sua villa di Magliano - vicino Grosseto - per sottoporsi a un controllo presso il suo medico di fiducia a Roma, il cardiologo Professore Achille Gaspardone. Sentiva dei fastidi dal pomeriggio.

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Era un cardiopatico cosciente dei rischi di un viaggio faticoso di due ore da a Roma. E la sua compagna, Amanda Bonini, che guidava la macchina, non avrebbe potuto opporsi. Il medico gli aveva consigliato una visita al pronto soccorso di Grossetto. Infatti risulta anche una telefonata all'ambulanza, che si stava recando a casa, per poi essere rispedita indietro. La perizia fa capire che non è sicuro, anzi ci sono poche possibilità, che sarebbe sopravvissuto se avesse ascoltato il parere del medico.

Dunque, forse Pino sarebbe morto ugualmente, anche senza quella disperata lunga fuga verso Roma. Comunque, cronaca a parte, sappiamo soprattutto che non c'è più. E manca tanto…