La Procura di Milano dissotterra l'ascia di guerra tornando alla carica sull'ex premier Silvio Berlusconi, con un altro tentativo di portarlo sul banco degli imputati a un anno di distanza dalla definitiva assoluzione. Questa volta, i giudici del tribunale di Milano contestano a Berlusconi di essersi comprato le testimonianze favorevoli, al processo, delle decine di teste chiamati a deporre in aula, pagandoli profumatamente. In sede di dibattimento le versioni dei testimoni non furono dichiarate attendibili, anche se Berlusconi fu assolto ugualmente, non grazie alle testimonianze che ebbero un ruolo marginale, ma per non aver commesso il fatto.

In una recente dichiarazione, Berlusconi ha dichiarato di voler uscire dalla politica, occupandosene solo marginalmente.

Le nuove contestazioni a Silvio Berlusconi

Per la procura del capoluogo lombardo, il reato contestato è evidente: l'ex cavaliere, comprando il silenzio delle cosiddette "Olgettine", avrebbe voluto insabbiare le feste erotiche che si svolgevano nella sua residenza. Con la conferenza stampa di martedì 30 giugno, Edmondo Liberati, procuratore della Procura di Milano titolare delle indagini, ha annunciato ufficialmente la chiusura delle indagini con la contestuale emissione dei decreti propedeutici al rinvio a giudizio, che nelle ore successive saranno notificati a Berlusconi e ai trentatré suoi coimputati.

Da adesso, gli imputati hanno venti giorni di tempo per poter depositare memorie difensive o richieste di essere ascoltati.

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Sul fronte giudiziario, questa estate si annuncia infuocata, con Berlusconi impegnato anche sul fronte del processo di Napoli, che lo vede indagato per la compravendita di senatori della Repubblica nell'esercizio delle loro funzioni, e per il quale il prossimo mercoledì è attesa la sentenza, oltre a quello della procura di Bari per la vicenda delle escort.

La notifica dei provvedimenti per il processo Ruby

Nel provvedimento che proprio in queste ore è notificato ai vari imputati, a firma dei pm di Milano Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, coadiuvati dal procuratore aggiunto Piero Forno, compaiono le accuse di falsa testimonianza, e per una parte degli indagati anche quelle di corruzione in atti giudiziari, molto più gravi delle prime. Berlusconi e Karima El Mahroug, in pratica, sono gli indagati principali, con la giovane marocchina accusata di aver dichiarato il falso dietro il pagamento di una lauta ricompensa da parte dell'ex premier, che secondo i giudici supera i 5 milioni di euro.

Gli altri indagati eccellenti

Alle altre indagate sono contestate cifre inferiori, ma comunque di una certa entità. I versamenti non sono mai stati negati da Berlusconi, giustificandoli però come semplici aiuti economici, contestando la corruzione. Inizialmente furono indagati anche i due legali di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, accusati di aver istruito le ragazze sulle testimonianze da rilasciare, durante una riunione ad Arcore.

La loro posizione però, fu in seguito stralciata. Tra gli imputati nel processo compaiono anche numerose persone famose, come il presidente di Medusa Carlo Rossella, indagato anche lui di falsa testimonianza per aver negato di aver assistito a episodi sexy durante i festini di Arcore. Inoltre, i giudici vogliono processare anche il funzionario di polizia Giorgia Iafrate, di turno la notte in cui Ruby fu portata in questura, per aver dichiarato di aver lasciato andare la ragazza agendo di sua iniziativa, smentita da pochi mesi dalla Cassazione, che ha considerato non corrispondente al vero la sua testimonianza.