La capitale sembra che stia sprofondando in un caos totale. Oltre all'annoso problema dei trasporti che è esploso in queste ultime settimane, dopo lo scandalo di "Mafia capitale" che ha visto coinvolti ex membri della banda della Magliana, dopo che giornali internazionali come il New York Times e Le Monde hanno fatto vedere l'incuria in cui versa la città eterna, adesso arriva il sequestro del porto turistico di Ostia. Il direttore del porto turistico, Mauro Balini, è stato arrestato all'alba dai finanzieri del Comando provinciale di Roma a seguito di un'indagine guidata dal coordinatore aggiunto Nello Rossi: le accuse mosse sono di associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta.

Quest'ultima si riferirebbe allo scioglimento della società concessionaria Ati, che aveva curato la realizzazione del porto. Balini è accusato di aver fatto sparire dalla Ati Srl quasi 30 milioni di euro, con la complicità di avvocati e commercialisti. Gli arresti finora si fermano a quattro, mentre sono una decina gli indagati.

Esattamente come nell'inchiesta "Mafia capitale", anche Balini aveva dei referenti in Campidoglio. Rapporti stretti con funzionari e uomini politici che gli hanno consentito di ottenere autorizzazioni necessarie al perseguimento dei suoi scopi. Balini aveva rapporti infatti con il generale della guardia di Finanza Emilio Spaziante e con il fiscalista Dario Romagnoli, il principale socio dello studio di Tremonti. Fuori dalla sfera politica, il presidente del porto era amico fraterno del narcotrafficante Cleto Di Maria, che gestiva un bar in uno stabilimento del lungomare di Ostia.

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L'imprenditore comunque non è nuovo alle forze dell'ordine, nel 2013 il suo nome si trovava nelle carte dell'inchiesta "Nuova Alba", nel corso della quale furono arrestate 51 persone sempre nel litorale romano. Le indagini portarono alla luce un sistema che segue un fil rouge che porta all'inchiesta di questi giorni. Un sistema a cui è stata data, con arresti importanti, una decisa scossa. Comunque, fa sapere il procuratore aggiunto di Roma, il già citato Nello Rossi, "Il porto turistico continuerà a funzionare normalmente poiché il Tribunale ha nominato due amministratori di grande esperienza che nonostante il sequestro svolgeranno tutte le attività e quindi non ci sarà alcun effetto paralizzante".

Intanto il sindaco di Roma Marino ha nominato una nuova giunta. Questo è il terzo "rimpasto" eseguito. Un rimpasto che sa tanto di ultima spiaggia. Riuscirà Roma a riprendersi e a portare in alto un valore etico e morale che sembra aver smarrito (o che forse non ha mai avuto), e a ergersi come capitale europea degna di questo nome?