Questa foto sta facendo il giro di un noto social network. A postarla un'utente nissena. A rilanciarla decine e decine di abitanti nella città di Caltanissetta. Sta diventando un fenomeno virale, insomma. L'immagine ritrae un ratto di notevoli dimensioni, con una coda lunghissima, che ultimamente ha seminato panico in viale della Regione, zona centrale del capoluogo nisseno, a poche decine di metri dallo stadio "Palmintelli". Da diverse segnalazioni, effettuate anche tramite la rete, l'insidioso animale circolerebbe ancora indisturbato nella zona in questione, creando momenti di grande panico tra passanti e operatori commerciali della via. L'autrice della foto ha avuto il coraggio, non comune, di avvicinarsi al ratto e d'immortalarlo.

E ora è un susseguirsi di commenti da parte di cittadini indignati, che chiedono il pronto intervento delle istituzioni.

"Che si aspetta a intervenire?", si chiedono da più parti quanti in queste ore stanno osservando quella foto, dopo che negli ultimi tempi era stata segnalata più volte, in diverse zone, l'inquietante presenza di roditori. "C’è necessità di un’efficace e tempestiva derattizzazione, non si può perdere un solo minuto...", scrive preoccupata la mamma di una bambina che passa spesso, quasi ogni giorno, da quel marciapiede e che ora s’interroga sul rischio d’imbattersi nel ratto, che qualcuno ha già definito grosso come “un coniglio”, ironizzando sull’accaduto: “Al viale della Regione… si è aperta la caccia”. Altri lo chiamano “scoiattolo”.

Ratti e topi, è noto, costituiscono un pericolo per la salute umana, soprattutto per anziani, bambini e soggetti cagionevoli.

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Possono diffondere malattie molto gravi sia attraverso un contatto diretto sia agendo come vettori per altro genere di organismi. Tra le più note la febbre da morso, che può verificarsi anche attraverso un semplice graffio; la leptospirosi, con un periodo d’incubazione che può arrivare sino a 20 giorni; la salmonellosi, un’infezione dell’apparato digerente, e la rickettsiosi, con febbre, cefalea e vasculite.