Un uomo dal carattere difficile Michele Buoninconti (46 anni), marito e presunto assassino di Elena Ceste (37 al momento della morte) scomparsa il 24 Gennaio 2014 da Costigliole d'Asti e ritrovata cadavere nel canale del rio Mersa alcuni mesi dopo. Michele ha infatti aggredito  gli agenti che lo scortavano in tribunale, insultandoli; alla fine è stato denunciato dalla Polizia Penitenziaria. Le guardie hanno dichiarato: "Quando ha visto i fotografi fuori dall'aula è andato su tutte le furie, pensava che gli avessimo teso una trappola". Intanto, i giudici sono più che convinti del suo ruolo di assassino, tanto da scrivere: "Ha ucciso la moglie con inaudita violenza".

Del resto, non è una novità che il Buoninconti fosse aggressivo e violento anche con la stessa Elena. L'ingiustificato comportamento dell'uomo non ha fatto altro che aggravare la sua già delicata posizione, egli è al momento sotto processo per l'uccisione della sua consorte, con conseguente occultamento di cadavere. 

Non sarebbe nuovo a scatti del genere

Secondo alcune testimonianze, il Buoninconti era così arrabbiato durante la sfuriata, tanto da rifiutarsi di camminare. L'uomo è recluso nel carcere di Verbania dallo scorso 29 Gennaio, è stato quì trasferito dopo alcuni mesi passati presso il penitenziario di Asti. Il fatto che l'atteggiamento di Michele contro le guardie non fosse del tutto ortodosso (per usare un eufemismo), non sembrerebbe nuovo, già in passato gli stessi agenti lo avrebbero definito: "Un tipo non facile".

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Tornando al caso di Elena Ceste, secondo gli inquirenti, il marito l'avrebbe dapprima uccisa in casa ed in seguito gettata nel canale rio Mersa. Una famiglia all'apparenza normale, serena, la donna viveva con suo marito ed i suoi 4 figli in una villetta di due piani a Motta di Costigliole. La Cassazione, nel respingere la richiesta di scarcerazione dell'imputato, ha così commentato: "E' corretto ipotizzare che Elena Ceste sia stata vittima di un'aggressione violentissima".

I figli di Elena e l'amore dei nonni materni

Fino a poco tempo fa, la difesa del Buoninconti era rappresentata dall'avvocato Massimo Tortoroglio e dalla sua collega Chiara Girola. Tortoroglio, che già aveva sostituito il dottor Masoero come legale di Michele, ha rimesso il mandato. Al suo posto, dal foro di Ivrea è giunto in difesa dell'uomo, l'avvocato Enrico Scolari. La rottura con i suoceri è invece più che evidente oramai, Franco Ceste, il papà di Elena, ha confermato le parole degli agenti aggrediti dal genero, con questa dichiarazione: "Michele è un uomo iracondo".

Il signor Ceste fino ad ora, è stato sempre presente a tutte le udienze del processo riguardante l'omicidio della figlia. La moglie di Franco e madre di Elena, Lucia, intanto si è fatta forza ed assieme al marito sta provvedendo a prendersi cura dei nipotini, che oggi hanno 7, 10, 12 e 15 anni. Da quando Michele è stato arrestato, i bambini sono stati posti sotto la tutela dei nonni materni. La signora Lucia ha affermato durante un'intervista al settimanale Giallo: "Sono molto orgogliosa di loro, i nostri nipotini sono davvero maturi, educati e responsabili".