Sembra che ci sia poco da di dire, gli inquirenti avrebbero trovato l'assassino di Elena Ceste (37 anni al momento della morte) nella persona di Michele Buoninconti (45), marito della donna. I legali dell'uomo continuano a negare che il loro assistito sia stato a Rio Mersa ed abbia lasciato tracce di fango sui vestiti, ma i risultati della perizia sembrano confutare tali dichiarazioni. La condanna per l'uomo potrebbe arrivare già fra un paio di mesi, ma il marito di Elena (dalla quale ha avuto 4 figli) potrebbe alla fine cavarsela con "soli" 18, massimo 20 anni, grazie al rito abbreviato. La donna, e' d'uopo ricordarlo, scomparve misteriosamente il 24 Gennaio 2014, il suo cadavere fu infine ritrovato nei pressi del già citato Rio Mersa 9 mesi dopo, precisamente il 18 Ottobre.

Durante l'ultima udienza, i magistrati hanno dato credito all'ipotesi dell'accusa. Quel giorno, in aula, erano presenti anche Franco e Lucia Ceste, i genitori di Elena, i due anziani hanno assistito in doloroso silenzio.

Michele, l'uomo del mistero

Michele Buoninconti è in carcere da inizio anno, nell'ultima udienza del processo si è presentato in aula con capelli lunghi, ingrigiti, indossante una camicia e dei pantaloni attillati. L'uomo sembra essere in grande forma, nonostante sia detenuto da ben 6 mesi, e non sembra essere neanche così rattristato della sua condizione di carcerato. Come dimenticare quell'infame colloquio con una sua amica, in cui l'uomo, nonostante la perdita della moglie e nonostante la condizione non facile per i suoi 4 bambini, se la rideva in maniera fredda, cinica e beffarda?

I movimenti del Buoninconti

Ripercorriamo adesso i movimenti di Michele quella mattina in cui scomparve Elena.

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Ad aiutarci è questa volta la nota rivista settimanale Giallo che ha pubblicato una mappa dei consulenti informatici della Procura, basandosi sulle celle telefoniche agganciate dal suo cellulare. Leggendo bene la cartina, notiamo che Michele tra le 9:01 e le 9:03 si trovava nei pressi in cui, secondo l'accusa, avrebbe gettato il corpo della moglie. I suoi difensori hanno affermato che ciò sia impossibile, tuttavia tale ipotesi sembra oramai essere un dato concreto, in quanto i riscontri non mancano. Gli stessi tabulati telefonici hanno confermato la posizione dell'uomo a quell'ora. Inoltre, sugli abiti di Elena consegnati dal marito ai carabinieri, sono state trovate delle tracce di terriccio compatibile con quello riscontrabile nei pressi del Rio Mersa. La difesa di Michele nega tutto, ma è anche vero che le parole non bastano e finora gli avvocati dell'imputato non hanno ancora effettuato analisi per dimostrare la veridicità delle loro affermazioni. Sempre secondo la difesa del Buoninconti, la donna sarebbe arrivata da sola presso tale Rio e quì poi sarebbe morta di freddo. I medici legali però hanno dissentito fortemente, dichiarando: "C'è una possibilità su un milione che sia andata a finire così".