Nel corso della conferenza stampa tenuta dal procuratore capo di Brescia, sull'arresto di Muhammad Adnan, pakistano di 32 anni, e Sarbjit Singh, indianno di 33 anni, emerge che i due hanno confessato di aver ucciso i Seramondi e sono colpevoli anche dell'agguato, compiuto il mese prima, del dipendente dei coniugi uccisi. Il procuratore Tommaso Buonanno, in base alla confessione rilasciata da Adnan, afferma che è stato il pakistano a sparare, perché concorrente dei Seramondi e nuovo proprietario del negozio delle vittime "dolce e salato".

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Gli inquirenti hanno avuto un grande aiuto nell'individuazione dei colpevoli dalle immagini delle videcamere poste all'esterno del locale dove è avvenuto il delitto. Buonanno ha anche detto che i due stranieri stavano tentando di distruggere anche il motociclo usato per l'agguato mortale.

Il movente non è ancora ufficiale, ma si pensa sia legato ad una questione economica. Francesco Seramondi era il proprietario del "dolce e salato" che è stato rilevato da Adnan. Il negozio è fallito pochi mesi dopo e il pakistano doveva ancora delle somme alla vittima. Inoltre la pizzeria di Adnan era sullo stesso piazzale del locale di Francesco Seramondi, una di fronte all'altra, motivo che avrà fatto scattare la furia omicida del pakistano nei confronti dei coniugi Seramondi. Come se non bastasse, nel 2010, un'ordinanza del Comune di Brescia imponeva ai due Extracomunitari di chiudere il loro locale entro le 22 per motivi di ordine pubblico, mentre la pizzeria "Da Frank" poteva restare aperta fino a tarda notte.

Il duplice omicidio, ripreso dalle telecamere esterne della pizzeria, è stato commesso con un fucile a canne mozze, recuperato in un campo vicino dalla Squadra Mobile di Brescia, impugnato dal pakistano Muhhammad Adnan che entrato nel locale ha sparato ai due coniugi ed è fuggito a bordo di un motorino di piccola cilindrata guidato da Sarbjit Singh. Gli investigatori sono risaliti agli assassini dalla targa del motorino, ritrovato e posto sotto sequestro, che era stata immortalata dalle telecamere.

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Dopo l'agguato mortale, il pakistano Adnan è ritornato nel suo locale rilasciando anche un intervista sul fatto nella quale affermava di non conoscere l'ex proprietario della propria pizzeria, nonostante gli avesse venduto il locale, e incolpava le forze dell'ordine di essere incapaci di controllare la zona popolata da "figure losche..."