Quella che giovedì ha ospitato le celebrazioni in onore di Vittorio Casamonica oggi non sembra nemmeno la stessa piazza. "Li conoscevamo. Anzi, li conosciamo - spiega a BlastingNews una signora del quartiere -. Quindi non capisco tutte queste persone che dicono di non aver compreso il fatto. Mi è piaciuto? No, ma che ci posso fare?". Un gruppo di persone si è data appuntamento davanti alla chiesa di don Bosco per dire che il loro quartiere non ha niente a che vedere con quello che è successo, né tanto meno coi Casamonica.

Pubblicità
Pubblicità

Un ragazzo lamenta l'affronto rappresentato da quegli striscioni appesi fuori dalla chiesa. "Non mi ha scioccato la musica, la carrozza o l'infinito corteo di macchine. Sono rimasto sconvolto da quei maledetti striscioni. Insomma, non hanno avuto nessun problema a rappresentare il loro boss come il Papa e ad affrontare lo Stato, parlando di un 'Re di Roma' pronto a conquistare il paradiso. Sono davvero scioccato". 

"Tutti si scordano sempre del Tuscolano - lamenta un signore appena arrivato davanti alla chiesa -. Venerdì, invece, erano tutti qui".

Pubblicità

Tra un mormorio e l'altro, gli abitanti del quartiere continuano a dirsi offesi per quei funerali in stile Padrino

Non è stata compresa la portata dell'evento

Per il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, c'è solo una parola per descrivere il fatto: "sciatteria". In pratica non c'è stata comunicazione tra le varie istituzioni. Nessuno ha voluto chiudere un occhio per i Casamonica, questo è chiaro. Pare piuttosto che non ci siano state le lungimiranza necessaria a capire la portata dell'evento.

Domani sarà il giorno del giudizio. Il Movimento 5 Stelle già preannuncia denunce nei confronti del sindaco di Roma, Ignazio Marino, e del ministro degli Interni, Angelino Alfano. Alcune persone sono state autorizzate ad uscire dal carcere per assistere al funerale del capoclan, quindi era possibile sapere e organizzarsi di conseguenza. E don Giancarlo Manieri? Avrebbe celebrato comunque i funerali, ha detto a SkyTg24. 

Si sarebbe potuto negare i funerali in pompa magna di Vittorio Casamonica?.

A parlare sono i fatti: basta fare un salto nel 2012 per vedere il Questore negare il funerale del figlio di Vincenzo Moccia, Antonio, a Tor Bella Monaca, per cui erano previsti tanto di carrozze e cavalli, come nel caso di venerdì. 

Il nipote: 'Non siamo mafiosi'

Mentre Alfano aspetta la relazione di Gabrielli, ci ha pensato Luciano Casamonica, nipote del capoclan, ad allontanare da lui e dalla sua famiglia le accuse mafia.

Pubblicità

Utilizzare una Rolls Royce per un matrimonio non significa essere un mafioso: queste le parole di Luciano. "Queste sono le nostre usanze" ha spiegato Casamonica: per loro è una vera e propria tradizione utilizzare carrozze e cavalli per dare l'ultimo saluto ai vecchi della famiglia. A Vittorio Casamonica piacevano le feste e loro hanno soltanto provato a fare il meglio per lui, conclude il nipote. 

Intanto ci si chiede perché l'elicottero che ha gettato petali di rosa sul Tuscolano sia partito da un eliporto ad addirittura 200 chilometri di distanza dalla chiesa di Don Bosco.

Pubblicità

Chi ha provato a capirci di più, però, ha rimediato soltanto spintoni e una minaccia di morte.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto