Di recente, gli inquirenti hanno estrapolato 2 fondamentali immagini dalle telecamere di sorveglianza nei pressi della scuola frequentata da Loris Andrea Stival (8 anni al momento della morte), che confermano per l'ennesima volta, che Veronica Panarello (26) ed il bambino non erano mai passati di lì il giorno in cui il piccolo è stato ucciso. Anche queste nuove prove mettono dunque in discussione le affermazioni di Veronica, la mamma di Loris, che continua a dichiararsi innocente ed estranea ai fatti. Nei video si nota chiaramente che la sua auto non compare affatto, eppure lei continua a dichiarare: "Ho lasciato mio figlio davanti alla scuola".

Sembra che oramai il castello di menzogne da lei creato stia pian piano cadendo, è quasi un anno oramai che la giovane mamma è in carcere. Neanche il marito Davide Stival (29 anni) crede più alle sue bugie, in quanto è palese che il suo alibi sia completamente falso. 

Veronica, una vita all'insegna della sofferenza

Quella della Panarello fu un'adolescenza triste e dolorosa. In questo periodo della vità umana, così complesso e delicato, scoprì il suo vero padre a 14 anni, tentò due suicidi, con la madre poi ebbe dei rapporti molto turbolenti ed a ciò è d'uopo aggiungere un figlio arrivato forse troppo presto. Tali avvenimenti però non giustificano affatto l'uccisione di un bambino innocente, è la tragedia di Medea che si è ripetuta per l'ennesima volta. Un gesto insano, gravissimo, disumano, che fa molto riflettere riguardo la fragilità della psiche e dell'animo umano.

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Prima dell'arresto la Panarello, quando non era ancora indagata, è stata interrogata dal procuratore e già in quell'occasione, le sue dichiarazioni hanno presentato diverse contraddizioni, contribuendo ad alimentare i sospetti su di lei. La donna è stata infatti accusata di omicidio poche ore dopo. La giovane ha cambiato più volte versione riguardo il percorso fatto in auto con Loris, il giorno della morte di quest'ultimo.

Un'analisi sulle nuove prove

Quel maledetto giorno Veronica è andata nella direzione opposta rispetto a dove è situato l'istituto frequentato dal figlio. Nei filmati si vede chiaramente l'auto della ragazza, che gira a sinistra e percorre, subito dopo la svolta, la strada che posta alla ludoteca del secondogenito, mentre la scuola di Loris è dall'altra parte della cittadina di Santa Croce Camerina. L'istituto frequentata dal piccolo è intitolato ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due "campioni" della giustizia che lottarono contro la criminalità organizzata siciliana, tale edificio è ubicato in piazza Carducci.

Come ribadito, dai filmati si evince che Veronica non è mai pa

ssata per questo luogo la mattina del delitto, ergo, il fatto che abbia lasciato quì Loris quel giorno, è una palese menzogna. Il bambino, probabilmente, si fidava del suo assassino, in quanto non si è ribellato mentre veniva ucciso. 

Quel giorno non è mai andata a scuola

Esaminiamo bene il percorso fatto da Veronica quel giorno. La ragazza è partita da casa sua ed è uscita dal paese in direzione Sud, per gettare l'immondizia, per poi andare al Mulino, ripercorrendo la stessa strada. All'incrocio tra Via Roma e Via Conte Rosso/Amedeo la telecamera quì posizionata l'ha ripresa mentre ha svoltato a sinistra per raggiungere la ludoteca frequentata dal secondogenito. Una volta giunta a destinazione, è risalita in auto ed ha percorso Via Conte Rosso ed ha girato in Via Caucana, tornando a casa. A scuola quindi non ci è mai andata.