E' una vicenda diversa quella che abbiamo da raccontarvi oggi relativamente alla caduta dal 5° piano di Domenico Maurantonio, il quale trovò la morte nella notte del 10 maggio scorso in circostanze poco chiare. Uscito senza occhiali da vista e senza scarpe dalla sua camera in piena notte dopo essersi lavato i capelli, il giovane cadde nel vuoto da un balcone. Cosa ci faceva lì? In questi mesi diverse ipotesi sono state formulate, dal suicidio all'omicidio colposo, ma ora, al 15 settembre 2015, quanto accaduto potrebbe avere una chiave interpretativa abbastanza semplice.

Domenico andava bene a scuola

Nello stomaco del diciannovenne padovano sono stati trovati 3,27 grammi di alcol ancor da smaltire.

Ciò significa che Domenico aveva bevuto in compagnia dei compagni, cosa per la verità frequente in occasione di gite scolastiche e vacanze. Per la classe dello scientifico frequentata da Maurantonio era imminente un importante "rito di passaggio" giovanile come la maturità, ma la prova non sembrava preoccupare troppo il ragazzo, visto che i voti di ammissione erano molto positivi.

Remota l'ipotesi suicidiaria

Per la precisione un grammo di alcol è stato trovato nel sangue e anche nelle urine c’erano tracce di alcol smaltito. Va aggiunto, per completezza di informazione, nel corridoio del quinto piano, dove sono state trovate le tracce di Domenico, non c’erano bottiglie di alcol. La bottiglia si trovava in camera. Forse ricorderete che fin da subito i genitori del ragazzo esclusero l'ipotesi che potesse essersi tolto la vita deliberatamente visto che non ne aveva motivo.

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Il ragazzo era fidanzato, coltivava interessi culturali (musica), faceva progetti per il futuro come ogni giovane è solito fare, perché avrebbe dovuto scegliere di suicidarsi, peraltro in un modo tanto eclatante? Eppure fu appunto questa una delle prime possibilità prese in considerazione da quanti hanno indagato sul caso Domenico Maurantonio.

L'uomo misterioso: chi era?

Ad un certo punto delle indagini si è presa in considerazione la figura misteriosa di un uomo calvo che è apparso al quinto piano dell'albergo allo scopo di aiutare alcune studentesse ad aprire la porta della stanza. Tale persona si è fatta notare perché ha agito senza proferire parola. L'esito delle analisi della superconsulenza medico-legale degli esperti di fama nazionale, ai quali va aggiunto il professor Massimo Montisci, dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Padova, sembrerebbe in ogni caso (il condizionale è d'obbligo) avere semplificato l'interpretazione da dare all'accaduto.