Patrizia Cappuccio è la soccorritrice del 118 che per prima è intervenuta per tentare di salvare la vita di Eligia Ardita (35 anni), morta in circostanze misteriose lo scorso Gennaio a Siracusa. La donna è stata intervistata dal noto settimanale Giallo. Ecco cosa ha dichiarato: "Eligia era già morta da mezz'ora quando siamo arrivati a casa sua, il marito aveva un comportamento sospetto". Proprio Christian Leonardi, il marito della donna, è il principale sospettato, il presunto assassino di Eligia.

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Patrizia ha affermato di aver trovato la giovane in una strana posizione, distesa sul letto, con le braccia incrociate sul petto. Sembra, che durante gli ammirevoli, ma purtroppo inutili, tentativi per salvare la ragazza, Christian sarebbe rimasto calmo ed impassibile, come ha dichiarato la stessa sorella Luisa durante un'intervista a Chi l'ha visto?.

Ancora molte le ombre su questo caso

I due coniugi stavano vivendo un forte periodo di crisi a quanto pare, nonostante tutto Eligia stava aspettando una bambina, il cui nome sarebbe stato Giulia, purtroppo neanche la piccola ce l'ha fatta. La giovane mamma forse sperava che con la nascita della bambina, il rapporto con Christian potesse migliorare. Torniamo comunque alle dichiarazioni della Cappuccio ed a quella maledetta sera, in cui la donna è spirata. Patrizia ha detto: "Le lenzuola erano perfettamente pulite nonostante Eligia fosse morta da mezz'ora e quindi avesse perso dei liquidi". I conti non tornano dunque: se la Ardita era stata trovata già cadavere, chi ha pulito il letto e la stanza? Chi ha cambiato le lenzuola? E soprattutto, come è morta la giovane? Lo stesso referto degli operatori del 118 ci assicura, che al momento dei soccorsi, vi era la totale assenza di parametri vitali.

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Ne riportiamo uno stralcio: "In arresto cardio-respiratorio all'VIII mese di gravidanza. Cianosi al volto e marezzature collo e arti superiori. Assenza dei parametri vitali".

Cotanto cinismo può essere definito normale?

Non solo Luisa Ardita, ma anche la stessa Patrizia Cappuccio ci conferma la calma ed il cinismo di Christian all'arrivo dei soccorritori. Ecco le sue affermazioni al riguardo: "Quando siamo arrivati, lui era molto tranquillo ed aveva avuto anche il tempo di vestirsi e di pettinarsi, in ospedale è arrivato venti minuti dopo di noi, mentre la moglie e la figlia morivano". Giulia ora è un piccolo angelo assieme alla mamma, ma Agatino, papà di Eligia, deve vivere con la doppia sofferenza di aver perso la propria figlia ed una nipotina che non conoscerà mai. Proprio i famigliari della donna hanno parlato di una telefonata sospetta. Agatino Ardita e sua moglie Graziella hanno infatti dichiarato: "Dal telefono di Christian partì una telefonata al 113, era di Eligia?".

Una storia con un epilogo infame

La ragazza, come abbiamo già detto, è stata trovata morta sdraiata sul letto matrimoniale suo e di Christian, proprio quel letto, in cui Eligia passò la sua prima notte di nozze con quell'uomo che amava fortemente.

Quella bambina, la piccola Giulia, era stata fortemente voluta dalla donna, un'anima innocente spirata ancor prima di venire al mondo. Christian Leonardi però non convince. Durante un interrogatorio, l'uomo ha sostenuto di essersi accorto nel dormiveglia che la donna respirava affannosamente, gli inquirenti non hanno creduto alla sua versione.