Le era stato concesso di vederlo mezz'ora ogni giorno, poi il Tribunale dei minori di Milano ha cambiato idea ed ha separato madre e figlio. Martina Levato (24 anni) è tornata in carcere, mentre il piccolo è stato trasferito in un centro apposito. "Martina è pericolosa" questo è il parere dei giudici nei confronti della ragazza madre condannata per le aggressioni con l'acido. La Levato, assieme al suo compagno Alexander Boettcher (30 anni) è colpevole di aver deturpato lo scorso Dicembre, in maniera gravissima, il volto di Pietro Barbini  (23) suo ex compagno di liceo.

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Una vita irrimediabilmente compromessa quella del povero Pietro, vittima di un gioco perverso più grande di lui. Fino a poco tempo fa Martina passeggiava col pancione nel Tribunale di Milano, prima della nascita del bambino, si erano aperti contrasti riguardo il suo futuro: "Una volta venuto al mondo, sarebbe dovuto rimanere o no con i suoi genitori?".

Il bimbo verrà probabilmente adottato

Il figlio di Martina e di Alexander verrà probabilmente affidato ad un'altra famiglia in un futuro prossimo. E' stata infatti aperta una procedura di adottabilità nei confronti del neonato. Troppo pericolosi la sua mamma e il suo papà, soprattutto la ragazza, che è stata accusata di non avere rispetto per la vita, una vera e propria "donna cattiva", poichè ha ordito con il suo amante un piano a dir poco diabolico. Per quanto riguarda il Boettcher, se in un primo momento sembrava essere abbastanza indifferente riguardo la nascita del suo figlioletto, alla fine ha ufficialmente riconosciuto il bambino. Martina ha partorito nella clinica Mangiagalli di Milano, gli incontri con il neonato sono avvenuti in presenza delle infermiere che hanno sorvegliato la giovane mamma in maniera costante.

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Don Mazzi si era detto disponibile ad ospitare la neo-mamma nella sua comunità, ma i giudici non hanno acconsentito.

Una giovinezza oramai compromessa

La coppia è stata condannata a 14 anni di carcere, una giovinezza destinata (giustamente) a sfiorire dietro le sbarre. Per i magistrati, i diabolici amanti non hanno mostrato alcun segno di pentimento. Intanto, il Pubblico Ministero Marcello Musso, capo dell'inchiesta sulle aggressioni con l'acido, ha fatto visita al bimbo qualche settimana fa. Secondo la psicanalista Vera Slepoj, collaboratrice della nota rivista Giallo: "Sarebbe stato un errore lasciare il piccolo a sua madre". La Slepoj ha poi dichiarato: "Tali persone, peraltro incriminate per reati gravissimi, non avevano diritto ad avanzare pretese così forti ... Martina, in questo momento, non è in grado di prendersi cura del piccolo".