Marina Conte e Valerio Vannini sono i genitori di Marco (20 anni) morto lo scorso Maggio a casa della sua fidanzata Martina presso Ladispoli. I 2 coniugi hanno dichiarato durante un'intervista: "Non si è trattato di un incidente, ma di un omicidio volontario, vogliamo la verità". Marina ha poi continuato: "La sera in cui fu ucciso, Marco indossava un costume ed una canottiera, ma quando è arrivato in ospedale, mio figlio indossava una tuta ed una maglietta di qualcun altro. Che fine hanno fatto i suoi vestiti? Non solo la canottiera da bagnino, ma anche la maglietta che aveva con sè come ricambio era  sparita. Chi lo ha ammazzato ha nascosto le prove".

La morte di Marco Vannini è avvolta nel mistero, il principale indagato rimane al momento Antonio Ciontoli (48 anni), suocero del ragazzo, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni a dir poco improbabili, riguardo gli accadimenti di quella tragica sera di quasi 4 mesi fa.

Il giallo della canottiera

Il giovane bagnino, la sera in cui ha perso la vita, indossava una canottiera, per Marina è stata fatta scomparire dal Ciontoli e dai suoi famigliari. Secondo le ultime notizie del settimanale Giallo, l'indumento è stato ritrovato proprio a casa di Antonio e sequestrato dalle forze dell'ordine. Il Vannini, è d'uopo ricordarlo, è stato ucciso con un colpo di pistola che ha quasi raggiunto il suo cuore. Forse sarebbe ancora vivo adesso, se i soccorsi fossero giunti in tempo.

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E' stato lo stesso Antonio Ciontoli ad autoaccusarsi del delitto, dichiarando di aver sparato al genero per sbaglio. Tuttavia, la mamma del ragazzo non crede alle affermazioni del consuocero ed ha detto: "Mio figlio è stato cambiato dopo il delitto per occultare le prove".

La famiglia Ciontoli: colpevole o no?

E' inutile dirlo, Antonio e la sua famiglia nascondono un terribile segreto. La sera della morte di Marco, in casa Ciontoli vi erano ufficialmente: lo stesso Antonio, suo figlio Federico, la moglie Maria, la figlia Martina, la fidanzata di Federico Viola e lo stesso Marco. Si sospetta ora, che ci fossero anche altre persone non ancora identificate. Marina Conte ha dichiarato al riguardo: "Dopo l'omicidio hanno ordito un piano per occultare le prove". Apparentemente sembrava che Marco e Martina andassero d'amore e d'accordo, ma alcuni parenti del 20enne hanno affermato che la ragazza fosse alquanto possessiva e prepotente nei confronti del suo fidanzato. La giovane e la sua famiglia non sarebbero stati nemmeno d'accordo sulla decisione del ragazzo di lavorare come bagnino per tutta l'estate.

Nessuno mai avrebbe comunque immaginato che le cose andassero a finire in quel modo. Quella sera, Marco aveva contattato sua madre, avvertendola che sarebbe rimasto a dormire a casa della sua fidanzata. Diverse ore dopo l'incidente, quando era oramai in fin di vita, il giovane è stato portato al pronto soccorso di Ladispoli. Purtroppo era troppo tardi e non ce l'ha fatta. 

Un ragazzo d'oro amato da tutti

Marco era amato e stimato dai suoi amici e colleghi, il giovane svolgeva la sua attività di bagnino presso lo stabilimento balneare "Il Covo". I suoi colleghi hanno posato per la rivista Giallo, indossando una maglietta con sopra la foto del giovane e la scritta "Giustizia". Non solo loro, ma tutti noi, abbiamo diritto di sapere la verità sulla morte di questo ragazzo, ucciso in una maniera così inconcepibile ed assurda.