Non avremo risposto a tutti i dubbi sulla famiglia ma certamente li abbiamo letti alla luce della Fede: è con queste parole, pronunciate subito dopo i ringraziamenti, che Papa Francesco ha ufficialmente concluso il Sinodo sulla famiglia, aggiungendo di "aver dato prova della vivacità della Chiesa cattolica che non ha paura di scuotere le coscienze anestetizzate o di sporcarsi le mani discutendo animatamente e francamente".

Un Sinodo iniziato in un contesto particolare, tra cui il coming out di Monsignor Charamsa, e continuato col presunto scoop sul tumore del Papa, prontamente smentito dalla Santa Sede.

Il sì per la comunione ai divorziati

Leggere la realtà con gli occhi di Cristo: questo il punto del Sinodo portato avanti tra le mille difficoltà e le mille opinioni, espresse liberamente anche se "non sempre con metodi del tutto benevoli" - sottolinea il Papa - hanno sicuramente arricchito la riflessione sulla problematica.

Una riflessione che ha permesso di giungere a una decisione per un argomento che ha sempre messo in una posizione difficile la chiesa: la comunione ai divorziati.

Bene sottolineare che non si tratta di un 'sì' assoluto ma di un 'valuteremo caso per caso': decisione che comunque non ha precedenti e che segna un punto di svolta nelle posizioni della chiesa circa divorziati ed eucarestia. L'approvazione è stata abbastanza precisa, appena 178 sì contro 80 no tuttavia sufficienti a far approvare il paragrafo 85.

Riammissione e omosessualità

Ma la questione della comunione ai divorziati non è stata l'unica affrontata né tanto meno l'unica ad aver fatto discutere i 270 padri sinodali. E soprattutto quella della comunione non è l'unica sfumatura a riguardare i ruolo di divorziati e risposati nella Chiesa. Non a caso i paragrafi circa la riammissione nella comunità sono quelli che sono stati approvati con una maggioranza meno consistente, segno che la Chiesa sta facendo dei progressi, ma un passo dopo l'altro.

Anche in questo caso, comunque, l'eventuale riammissione - e partecipazione alla comunità cristiana - verrà decisa di volta in volta dopo aver sostenuto un colloquio col sacerdote di riferimento. Un provvedimenti in linea con la volontà generale del Sinodo, ovvero la volontà di integrare nella Chiesa sempre più persone.

Decisa, invece, la frenata nei confronti di ogni tipo di apertura alle coppie gay, fermo restando il rispetto che la Chiesa deve a ogni essere umano.

In poche parole, il disegno di Dio circa la famiglia costituite da un uomo e una donna è completamente inconciliabile con l'unione tra persone dello stesso sesso. Si tratta di un argomento troppo delicato per essere affrontato in questo momento: questa la linea emersa in particolare dai padri sinodali arrivati dai paesi in via di sviluppo.

E il rispetto delle diverse sensibilità, ha fatto notare il cardinale Shoenborn, non significa necessariamente che quella dell'omosessualità non sia una problematica che i padri sinodali arrivati da Europa e Nord America non vorrebbero affrontare.

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