Forse è la volta buona: dopo tentativi duranti anni, spezzati tra una legislatura e l'altra, forse è finalmente arrivato il momento di discutere le unioni di fatto. Ora che anche parte dei cattolici sembrano aver trovato un accordo con i democratici, è tempo di fare un passo avanti, continuando a guardare al modello tedesco che ha guidato i lavori (e i tentativi) più o meno riusciti degli ultimi anni.

Perché, quando si iniziò a parlare seriamente di unioni civili, lo sguardo lo si rivolgeva sempre al di là delle Alpi, verso la Germania che una legge del genere l'aveva approvata già nel 2001.

Una legge approvata quasi quindici anni fa e che col tempo è cambiata, ovviamente in meglio, allargando sempre di più lo spettro dei diritti riconosciuti alle coppie omosessuali.

Tra questi diritti rientra, da poco, l'equiparazione fiscale. Ciò significa che a fare la differenza non è tanto il sesso del compagno ma il fatto di avere o meno dei figli. Perché è questo quello che dovrebbero capire anche le persone che si troveranno a votare il ddl: al di là della legge ci sono persone vere, con sentimenti veri e con un diritto al futuro.