Cessa di esistere un corpo di polizia storico che nel corso degli anni abbiamo imparato a conoscere. Importanti novità arrivano dal cosidetto ddl Madia recante “misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficenza degli uffici pubblici” con cui il ministro per la semplificazione e Pubblica Amministrazione ha di fatto abrogato il corpo forestale dello stato.

Il decreto, presentato questa estate, ora è pronto per essere definitivamente approvato dal consiglio dei Ministri. Entrato in vigore nel lontano 1822 è stato uno dei cinque corpi di polizia italiana ed ha da sempre rappresentato un punto di riferimento importante nella tutela dell'Ambiente e del paesaggio, oltre che per quanto concerne il controllo della filiera agroalimentare.

Ecco come saranno suddivise le funzioni del corpo forestale dello stato

Con il passare degli anni erano aumentate le competenze che questo corpo è stato chiamato a svolgere. Ora con il riassetto delle forze dell'ordine voluto dal Ministro Madia, le sue funzioni operative passeranno in parte ai vigili del fuoco, ed un'altra parte all'arma dei carabinieri. Sarà infatti l'arma dei Carabinieri a subentrare nei rapporti attivi e passivi stipulati nel tempo, compresi i rapporti con il personale assunto. Aumenteranno quindi le funzioni dei Carabinieri chiamati ad occuparsi anche della sicurezza ambientale, forestale e agroalimentare. Mentre i Vigili del fuoco si dovranno occupare di eventuali incendi boschivi, verrà inoltre introdotto il 112 come numero unico per le emergenze.

La riforma in breve

Con la riduzione delle forze di Polizia da 5 a 4 non cambia molto considerando che le competenze verranno distribuite tra i Carabinieri ed i Vigili del Fuoco. Molto probabilmente verrà inserito all'interno dell'arma dei Carabinieri un apposito nucleo operativo volto ad occuparsi appunto della tutela dell'ambiente, della forestazione e della tutela per quanto concerne le frodi nel settore agroalimentare. Si riuscirà a garantire gli stessi controlli e servizi soprattutto nelle aree più interne? Lo sviluppo del territorio in alcune zone del nostro paese passa necessariamente attraverso la salvaguardia e la tutela di queste zone, che quindi non dovranno essere messe in secondo piano.

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