Resta forte lo sconcerto ad Ancona per i tragici fatti di cronaca che hanno portato alla morte dell'impiegata Roberta Pierini (49enne) e al ferimento del marito Fabio Giacconi. A sparare sarebbe stato il fidanzato della figlia, di nome Antonio Tagliata. Secondo i magistrati inquirenti i due hanno agito insieme. L'esame autoptico eseguito sul cadavere della Pierini ha appurato che la donna è stata raggiunta da tre colpi. Complessivamente i colpi di pistola esplosi sabato 7 novembre 2015 sono stati ben otto ed hanno aperto le porte del carcere alla giovane coppia. La posizione del ragazzo è più delicata di quella della ragazzina per evidenti motivi, visto che ha compiuto la maggiore età.

La pistola

Tagliata è stato interrogato nel carcere di Camerino. L'arma del crimine è una calibro 9x21. Dopo la drammatica sparatoria i due giovani si sono dati alla fuga liberandosi dell'arma, abbandonata in un cassonetto. Da notare che nella famiglia Tagliata c'è un triste precedente: il padre Carlo andò a processo nell'ormai lontano 1987 a Siracusa, come esecutore materiale dell’omicidio di Salvatore Morale, suo rivale in amore. All'epoca Carlo Tagliata era minorenne.

Il biglietto a casa

Da notare che la minorenne asserisce di avere erroneamente pensato che il compagno Antonio Tagliata avesse una semplice arma giocattolo. A valutare questo particolare di una certa importanza sarà il magistrato competente. Di certo risulta che i due avevano un rapporto difficile con i genitori di lei, perché questi ultimi non vedevano di buon occhio la loro relazione.

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Un biglietto rinvenuto nell'abitazione del giovane, col quale egli si è autodenunciato preventivamente, sarebbe probante ai fini della contestazione dell'aggravante della premeditazione. "Confesso l'omicidio." c'è scritto sul biglietto. Le condizioni di Fabio Giacconi restano intanto critiche. Sia Antonio Tagliata che la sua ragazza avrebbero tentato, in passato, di togliersi la vita proprio perché ostacolati dai genitori di lei nel portare avanti liberamente il loro rapporto.