Fare terrorismo costa e l'Isis lo sa. Ma è preparato. L'organizzazione terroristica più ricca del mondo ha varie e diversificate fonti di guadagno. Le principali sono:

  • Traffico di petrolio, da 1 a 3 milioni di dollari al giorno
  • Tasse imposte nei propri territori, da 20 a 70 milioni di dollari (2014)
  • Pagamento di riscatti, da 45 a 350 milioni di dollari (2014, tra cui il riscatto di 11 milioni di euro pagato dall'Italia per Greta e Vanessa, le ragazze rapite in Siria lo scorso anno)
  • Risorse sottratte alle banche delle zone conquistate, da 500 a 800 milioni di dollari (2014)

Tra gli altri pagamenti ricordiamo il contrabbando di reperti archeologici, i pedaggi fatti pagare sulle frontiere e le donazioni di privati.

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Queste ultime provengono principalmente dai Paesi del Golfo come Arabia Saudita, Qatar e Kuwait, nonostante la condanna da parte dei loro governi allo Stato Islamico.

Il ruolo dell'Italia

David Cohen, sottosegretario americano per il terrorismo, definisce il Kuwait come "l'epicentro del finanziamento dei gruppi terroristi in Siria" e il Qatar come "un habitat permissivo che consente ai terroristi di alimentarsi". Proprio dall'Arabia Saudita e da questi due paesi, secondo il Washington Institute for Near Policy, l'Isis ha ricevuto finanziamenti per 40 milioni di dollari negli ultimi due anni.

E proprio a questi paesi si è rivolto, negli ultimi dieci anni, il mercato di esportazione di armi Made in Italy. Dal 2012 al 2014 l'Italia ha esportato al Kuwait armi per un valore 17 milioni di euro. Al Qatar, negli stessi anni, per 146 milioni di euro. Dal 2005 al 2012 è invece di 375 milioni di euro il guadagno italiano per la vendita di armi all'Arabia Saudita. Ma non è tutto.

Una trattativa sta per concludersi in questi giorni e vede protagonisti un consorzio europeo e il già citato "centro di finanziamento dei gruppi terroristi in Siria", ovvero il Kuwait.

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Oggetto della trattativa sono 28 caccia Eurofighter che il consorzio europeo starebbe per vendere al paese del Golfo per 8 miliardi di euro. Cosa c'entra l'Italia in tutto questo? Quasi niente, se non fosse che Finmeccanica, il più grande gruppo industriale italiano nel settore aerospaziale, partecipa a questo consorzio quasi al 50%. Diventa chiaro ora lo scopo del memorandum d'intesa (accordo che esprime una convergenza di interessi tra due Paesi) tra Renzi e il primo ministro del Kuwait nello scorso settembre, e il successivo +5,4% di Finmeccanica in Borsa.

A scuola viene insegnata la proprietà transitiva. Se A è in relazione con B, e B è in relazione con C, allora A è in relazione con C. Cerchiamo di sostituire le lettere con quanto appena detto. Se l'Italia esporta armi nei Paesi del Golfo, e i Paesi del Golfo finanziano lo Stato Islamico, eccovi spiegato il ruolo dell'Italia in tutto questo.