Una frase si può interpretare in tanti modi. In questo caso, come spesso succede, alcuni sono convinti che il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, si sia lasciato sfuggire delle parole di stampo razzista e chi invece è convinto del contrario. Intanto, qualunque sia stato il senso della frase infelice, la polemica si è incendiata attraverso i social network  e, in poche ore, correva sulla bocca di tutti. 'Dico alla scuola, ai genitori, al Comune... per i nostri ragazzi urge un grande piano educativo, perché siamo differenti dalla gente che vive sugli alberi delle banane'...

Nessun pensiero razzista, ha poi precisato Brugnaro con un tweet

'Il mio voleva essere solo un forte richiamo alla necessaria presenza dei genitori nell'educazione dei figli, perchè non siamo dei selvaggi!' - ha aggiunto Brugnaro nell'intervista all'emittente, dove affrontava più in generale il tema della sicurezza e del decoro in città, prendendo spunto da un recente episodio di vandalismo.

Qualche giorno fa, infatti, tre ragazzi di soli tredici anni avevano danneggiato una centralina del tram a Mestre. 'Dico agli insegnanti, ai genitori, al comune, alle scuole, a me stesso - ha osservato ancora il sindaco - i nostri ragazzi sono l'obiettivo principale, dobbiamo fare un grande piano educativo perché c'è l'economia, che però funziona bene solo se la gente rispetta il biglietto da pagare, il sedile dell'autobus, se non butta le cicche per terra, o non sputa per la strada. Questo perché, tanto per capirci, siamo diversi dalla gente che vive sugli alberi delle banane'...

Su Twitter le critiche hanno evidenziato il tono negativo della frase

Moltissimi hanno paragonato la sua frase a un'altra di uguale tenore, rimasta celebre, del presidente della Figc, Tavecchio. Brugnaro ha così precisato: 'Sono le solite persone che vogliono dare un senso diverso alle mie parole! Confermo ciò che ho detto, dobbiamo educare i nostri figli nel giusto modo perché non siamo primitivi che vivono sugli alberi'.

I migliori video del giorno

E aggiunge: 'Nessun pensiero di stampo razzista, il mio voleva solo essere un forte richiamo ai genitori, scarsamente presenti nell'educazione dei figli. Non siamo dei selvaggi!' Qualunque sia il senso dell'infelice uscita di Brugnano, è un episodio che fa riflettere: è vero che i nostri figli sono così irresponsabili, e i genitori di oggi poco attenti? Si spera di no, anche se gli innumerevoli episodi di vandalismo da parte di molti ragazzi, in ogni città, fanno pensare il contrario. Dobbiamo invece credere che i nostri figli non siano degli sprovveduti, fragili e immaturi 'bamboccioni' (come sono stati definiti da qualcuno) ma abbiano invece talento, empatia, intelligenza, voglia di fare. Perchè un giorno saranno loro i nuovi leader che cambieranno, o almeno miglioreranno, il mondo; e noi non potremo fare altro che stare a guardare, visto che non l'abbiamo saputo fare.