Svolta clamorosa nel caso della morte del piccolo Loris Stival: Veronica Panarello dopo aver ammesso nei giorni scorsi che il bambino non era mai andato a scuola quella mattina, ora cambia versione e ammette: 'Loris si è ucciso per un incidente mentre giocava in casa con le fascette da elettricista, poi quando al mio rientro l'ho trovato senza vita, sono andata nel panico e l'ho portato nel canalone per nascondere il corpo'.

Nessuno mi avrebbe creduta

La donna ha raccontato agli inquirenti questa 'inquietante verità', poi si è giustificata per aver occultato il corpo di Loris, asserendo che in preda al panico ha pensato che nessuno avrebbe creduto a quella versione ed ha deciso di portarlo al Mulino Vecchio, nel canalone dove è stato poi successivamente rinvenuto.

Veronica comunque ha riconfermato di non aver ucciso lei il proprio figlio e di aver fatto tutto questo completamente sola, senza l'aiuto di nessuno. La nuova deposizione della giovane madre, è stata ascoltata dal Procuratore Generale Carmelo Petralia e dal Sostituto Procuratore Marco Rota. Naturalmente gli inquirenti, mantengono sempre la loro tesi accusatoria e cioè attribuendo la responsabilità assoluta della morte di Loris a Veronica Panarello.

Ora si cerca lo zainetto

Veronica in questi giorni è stata portata dal carcere alla sede della Procura, per poi ripercorrere nuovamente il percorso effettuato dalla donna quella mattina e cercare di ritrovare con il suo aiuto il famoso zainetto di Loris sparito nel nulla.

Il ritrovamento dello zaino è molto importante per gli investigatori, perché potrebbe rivelare indizi ancora nascosti e contribuire all'accertamento di una verità definitiva. Ora alla luce di quest'ultima deposizione, è da verificare la linea difensiva che l'avvocato Villardita vorrà adottare, si ipotizza la richiesta di una visita psichiatrica e forse anche la decisione di scegliere un processo con rito abbreviato.

Intanto la Cassazione ha confermato che Veronica deve restare in carcere con una motivazione che spiega una 'coerente analisi critica degli elementi indizianti e sulla loro coordinazione con un elevato grado di responsabilità dell'indagata'. La decisione del Tribunale appare evidentemente chiara ed esplicita e non lascia dubbi sull'impronta processuale che si sta sviluppando a carico della donna.

Se vuoi rimanere aggiornato sugli articoli di questo autore, oppure su questo argomento, clicca sul bottone “Segui” vicino al nome ad inizio articolo.