Non ci sono al momento novità sul processo, se non l'attesa per l'udienza dell'8 gennaio prossimo, ma torna di "attualità" in questi giorni il caso di Yara Gambirasio. Le notizie di questi giorni sono legate alla morte del padre di Massimo Bossetti, il presunto assassino della giovane atleta Brembate di Sopra scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata poi cadavere il 26 febbraio 2011. Il signor Giovanni Bossetti è morto a 75 anni nel giorno di Natale nell'ospedale in cui era stato ricoverato in seguito all'aggravarsi di una terribile malattia.

Dalla storia del Dna alla morte: così il padre di Bossetti è finito all'attenzione dei media

I media hanno forse enfatizzato troppo la notizia anche per il ruolo in qualche modo avuto dal padre nell'indagine sul figlio e la storia del Dna, la famiglia di Bossetti chiede intanto rispetto in attesa dei funerali del congiunto.

Da parte dei legali dell'imputato, intanto, si sollevano anche polemiche sulle modalità della comunicazione della notizia in accostamento al processo per l'omicidio di Yara Gambirasio e la mancata comunicazione tra l'imputato in carcere e il suo legale nel giorno della morte del padre. La malattia dell'anziano si è aggravata dopo l'arresto del figlio, unico imputato per il delitto della tredicenne del Bergamasco. Dall'inchiesta sul femminicidio era venuto fuori che non era lui il vero papà del manovale imputato. Dalle analisi del Dna era emerso, infatti, che il vero padre biologico di Massimo Bossetti sarebbe stato Giuseppe Guerinoni, conducente di bus di Gorno deceduto nel 1999, che avrebbe avuto presunta relazione extraconiugale, sempre negata dalla donna.

Processo per il delitto di Yara Gambirasio, Bossetti torna in aula l'8 gennaio 2016

Ancora non è possibile sapere se l'imputato, che nell'ultimo mese ha potuto visitare il padre legittimo in ospedale grazie a diversi permessi, potrà uscire del carcere per rendere l'estremo saluto al papà nella camera ardente allestita nell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e al funerale che sarà celebrato nella chiesa di San Vittore a Terno d'Isola.

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Si attende su questo ancora la richiesta formulata ai giudici dall'avvocato Claudio Salvagni che intanto, come riferisce oggi l'Ansa, denuncia il fatto di non aver potuto comunicare adeguatamente al suo assistito in carcere la morte del padre per colpa di "una burocrazia cieca, sorda e insensibile". Mentre l'avvocato Benedetto Maria Bonomo, legale della famiglia di Bossetti, chiede "riservatezza e rispetto per il dolore della famiglia". La prossima udienza del processo per uno dei delitti che ha sconvolto l'Italia negli ultimi anni è fissata per l'8 gennaio 2016.