Non è la prima volta che Londra viene sconvolta dalla violenza armata di coltello e machete. Era già successo a maggio 2013, a Woolwich, a sud della capitale britannica, dove un gruppo di aggressori erano entrati in azione per decapitare un soldato inglese al grido di Allah Akhbar. Gli uomini, racconta un testimone, si erano gettati sul soldato armati di machete, finendo per decapitarlo. 

L'aggressore, con le mani sporche di sangue - come si vede nell'immagine - era stato poi raggiunto da una donna coraggiosa che aveva tentato di farlo ragionare. Nell'agire, i terroristi avevano continuato a chiedere ai passanti di scattare foto e girare filmati, come per volere conservare un ricordo della loro azione del terrore. 

Il timore, anche quella volta, era che si trattasse di un attentato terroristico di matrice islamica. «Mi scuso per il fatto che delle donne abbiano dovuto assistere a questa scena - aveva detto l'uomo con un marcato accento londinese -, ma nelle nostre terre le nostre donne devono guardare le stesse cose»,