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La mattina del 26 dicembre, dopo la notte di Natale non è stata l'annunciazione di un nuovo giorno di festa per le trentasette famiglie napoletane che si sono viste evacuare dai propri alloggi tra il caos e i timori di un accaduto che ancora non riuscivano a focalizzare. Tra queste persone vi erano degli anziani con problemi di salute che sono stati portati via grazie all'ausilio di ambulanze. La paura del crollo di un palazzo si è verificata in via Nicolardi, nella zona ospedaliera del Cardarelli di Napoli dopo che una voragine si era aperta davanti alla strada. Il fabbricato sito al numero civico due è stato evacuato dopo la denuncia di alcuni suoi condomini che avevano riscontrato degli strani 'segni' premonitori all'interno dei propri appartamenti, come ad esempio la difficile chiusura delle porte che non tornavano in asse o le crepe che si formavano nei muri a dimostrazione che il caseggiato stava subendo delle preoccupanti 'modificazioni'.

Durante il pomeriggio i tecnici dell'azienda idrica ABC e il personale della Protezione Civile presenti nel luogo, hanno confermato che i danni potevano essersi verificati a causa della perdita di una condotta idrica principale.

Il ripetersi dei fatti

La storia diventa routine al ricordo di un altro episodio, sempre a Napoli dove, alle cinque del mattino una signora affacciatasi alla finestra della propria abitazione del civico 131 sulla strada che dava in via Nicolardi, vide sprofondare un'auto in una voragine apertasi sul fondo stradale. Allertata immediatamente la Protezione Civile, la situazione si presentò preoccupante e la conseguenza fu lo sgombero degli stabili con numero civico 126, 130, 131 e 135, che seppur a titolo precauzionale si rese necessario per mettere al sicuro i novantacinque nuclei familiari e i suoi 380 sfollati.

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I controlli delle autorità competenti non riscontrarono 'ferite' sui caseggiati ma l'allargamento della voragine causò, a detta del geometra Davide Lezzi (responsabile delle operazioni), un pericoloso foro sulla volta della vecchia galleria dismessa dell'antica azienda di trasporto pubblico locale. Dopo il definitivo nullaosta dei tecnici e la messa in sicurezza della zona, fu eseguito il riempimento della voragine per mezzo di calcestruzzo leggero.

Memorandum Napoli

Il 9 dicembre alle cinque del mattino crolla la facoltà di veterinaria di Napoli che si spacca in due facendo rovinare al suolo un'intera area del caseggiato. L'avviso fu dato dal custode dello stabile che alle cinque del mattino sentì dei forti scricchiolii che anticiparono il crollo e da quei rumori al conseguente avvenuto disastro il tempo fu breve, perché l'apertura della voragine sotto le fondamenta non diede scampo alla facoltà di veterinaria che fortunatamente in quel momento, considerata l'ora fu deserta. Oggi tutto questo riporta alla luce la pericolosità del sottosuolo di Napoli (città groviera) e le cronache relative ai molteplici cedimenti che da tempo la stanno condannando, come quella del 2013 a Riviera di Chiaia, ad aprile 2014 nelle quattro vie di Ercolano, o ad Afragola, ad Arzano, a Marano e a ottobre del 2015 nel paesino di Grumo Nevano.

Alla base di questa precarietà sembrerebbero esserci sempre le forti piogge, il dissesto idrogeologico degli ultimi anni e le perdite d'acqua degli acquedotti, come nel caso della voragine apertasi nel quartiere pianura il 22 febbraio di quest'anno, che sempre a causa di una condotta idrica rotta fece sprofondare l'asfalto e allargare la voragine di una decina di metri. Per adesso il clima è stabile e controtendenza, ma cosa succederà al ritorno delle piogge?