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Possiamo definirla una "mobilitazione senza precedenti": in tutto il Mondo si è sfilato per ribadire quanto sia urgente prendere delle decisioni durante la Conferenza Mondiale sul Clima (30 Novembre - 11 Dicembre, Parigi) che siano in grado di contrastare l'aumento della temperatura globale

In Italia la manifestazione principale si è svolta a Roma, organizzata dalla "Coalizione Clima Italiana" costituita per l'occasione da oltre 150 associazioni non governative (tra cui Greenpeace, Legambiente, WWF), ma anche da enti locali, Università, singoli cittadini.

Partita alle ore 14 da Campo de' Fiori, la marcia si è conclusa intorno alle ore 17 ai Fori Imperiali dove ha avuto inizio il "Concerto per il Clima".

Cosa chiediamo?

Chiediamo pari diritti di godimento delle risorse naturali tra generazioni presenti e future attraverso l'applicazione del Principio dell'Equità Intergenerazionale.

Chiediamo che alla COP21 si raggiunga un accordo multilaterale di tipo vincolante (quindi con forza legale) sulle emissioni di gas serra in atmosfera che consenta di mantenere l'aumento della temperatura globale media al di sotto dei 2 gradi Celsius.

Chiediamo assistenza verso tutti quei Paesi che già ora sono messi in crisi dal surriscaldamento globale.

Chiediamo maggiore trasparenza da parte dell'informazione pubblica sulle tematiche legate ai cambiamenti climatici.

Come farlo?

Attraverso l'attuazione di politiche di decarbonizzazione tali da consentire una diversificazione della produzione di energia in modo da imboccare una strada che porti ad un'economia a basso consumo di carbonio.

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Attraverso lo spostamento degli investimenti pubblici e privati dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili.

Attraverso l'utilizzo delle migliori tecnologie possibili in grado di abbattere l'immissione dei gas serra in atmosfera. 

Perché farlo ora?

Perché quello che faremo ora e nei prossimi 10/20 anni determinerà gli avvenimenti dei prossimi secoli.

Perché il costo derivante dall'inazione trasformerà la relazione tra essere umani e pianeta: porterà al cambiamento dei deserti, del corso dei fiumi, della potenza degli uragani, dei livelli del mare

Perché centinai di milioni di persone, se non miliardi, saranno costrette a spostarsi aggravando le situazioni di povertà, malattie, conflitti.

Perché tutto ciò porterà a crisi economiche ben più gravi di quelle viste nel corso della storia. 

Perché l'attesa porterebbe ad un mutamento dell'equilibrio naturale irreversibile

Perché intraprendere ora una seria lotta al cambiamento climatico costerebbe meno alla collettività: Stern, un'economista inglese, calcola che agire ora comporterebbe un costo pari all'1 o al 2 % del PIL mondiale, mentre il costo derivante dall'inazione sarebbe tra il 5 e il 20 % del PIL mondiale.

Perché, in poche parole, agire ora conviene dal punto di vista sociale, ambientale ed economico: mi sembrano dei buoni motivi.