L'Isis perde un pezzo. Abu Saleh, ministro delle finanze del califfato, è morto a seguito di un raid effettuato dalla coalizione guidata dalle forze militari statunitensi a fine novembre. La notizia è stata ufficializzata da Steve Warren, portavoce della coalizione, che ha reso nota l'uccisione di altri due esponenti di spicco dell'Isis nel corso dello stesso attacco. A confermare la notizia anche Brett McGurk, inviato speciale della Casa Bianca per la coalizione. L'operazione fa parte della campagna avviata per distruggere le risorse finanziarie del califfato. Saleh era considerato un obiettivo prioritario. 

Ginevra possibile obiettivo di attacchi terroristici

Intanto lo stato di allerta nelle maggiori città europee rimane alto.

Dopo Parigi, i gruppi di fuoco dell'Isis sarebbero pronti a colpire ancora, secondo un rapporto dei servizi segreti statunitensi e tra gli obiettivi sensibili potrebbe esserci Ginevra. Tra l'altro in questi giorni nella città elvetica fervono i preparativi per la celebrazione dell'Escalade che ricorda la vittoria della repubblica protestante sulle truppe di Carlo Emanuele I di Savoia, evento storico datato 1602. Massimi controlli pertanto da parte delle forze dell'ordine, soprattutto nelle zone a maggiore richiamo turistico e presso le principali infrastrutture quali l'aeroporto e la stazione. Stretta sorveglianza anche nei dintorni delle sinagoghe, considerata la folta comunità ebraica che vive a Ginevra. 

L'Isis mostra i muscoli

Per nulla scoraggiati dall'uccisione di uno degli esponenti di spicco, parecchi simpatizzanti dell'Isis hanno tentato un'audace dimostrazione pubblica in Libia e lo hanno fatto a Sabrata, ad ovest di Tripoli, praticamente nell'area al confine con la Tunisia.

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Numerosi pick up armati che sventolavano la bandiera nera del califfato sono piombati nel centro cittadino con l'intenzione di inscenare una parata militare. La manifestazione non è durata molto, osteggiata dalle forze di sicurezza locali. I militanti dell'Isis hanno poi incontrato le autorità cittadine ed al termine di una trattativa si sono ritirati. Secondo fonti britanniche, gli uomini a bordo dei mezzi armati potrebbero essere di nazionalità tunisina ma ovviamente non è una notizia certa.