Non è un business che si intacca, quello delle esecuzioni in Arabia Saudita, tanto da portare il governo a cercare dei nuovi boia per far fronte alle numerose esecuzioni necessarie. Nella maggior parte il condannato viene decapitato e il cadavere poi esposto in pubblico, come monito perenne. In altri casi si ricorre invece al plotone di esecuzione.

Il 2 gennaio 2016 sono state giustiziate ben 47 persone. Negli ultimi mesi, invece, i giustiziati sarebbero stati almeno 102.

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Tra i crimini religiosi per cui è prevista la condanna a morte rientrano l'apostasia, la blasfemia nonché l'abbandono della fede islamica. Ma non finisce qui: possono portare alla morte la detenzione, lo spaccio o il consumo di droga, la stregoneria, lo spionaggio, la rapina, il futuro con scasso e l'incendio doloso. E ancora l'omicidio, sia aggravato sia non premeditato, ma anche crimini di natura sessuale, l'adulterio e il tradimento oltre al sesso consenziente con persone dello stesso sesso fino agli atti terroristici senza vittime.

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