Ci sono importanti novità da segnalare sul duplice delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza: al 29 gennaio 2016 gli inquirenti hanno fatto luce sui messaggi indirizzati alla donna uccisa attraverso la messaggistica di un noto socialnetwork, spediti da un account falso. Secondo quanto rivelato dai colleghi de "Il Giornale", all'epoca si insinuava che Trifone tradisse Teresa. "Teresa, tu sei una cornuta!", è uno dei classici messaggi di offesa che le venivano rivolti. Lo scopo di tali strali era naturalmente quello di deteriorare il suo legame con Trifone. La coppia conviveva da tempo e progettava di stabilizzare definitivamente il rapporto.

Ad essere sospettato del crimine è attualmente il militare Giosuè Ruotolo, collega ed anche ex coinquilino di Trifone Ragone. Il movente dell'omicidio sarebbe quindi verosimilmente di natura passionale.

Errore

L'assassino ha certamente commesso un grave errore: quello di liberarsi troppo velocemente della pistola, gettandola in un laghetto in prossimità del luogo dell'agguato, consumato il 17 maggio 2015 nel parcheggio della palestra frequentata assiduamente dall'uomo, appassionato di cultura fisica e molto noto nella provincia di Pordenone anche per la sua partecipazione ad alcuni concorsi di bellezza. Trifone e Teresa erano una coppia molto affiatata o almeno è così che la descrive chi li ha conosciuti. Amavano frequentare i pub della zona e inizialmente si era ipotizzato che proprio in questi ambienti particolari fosse da ricercarsi l'assassino.

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Lo sviluppo delle indagini ha portato poi in altre direzioni, fino all'individuazione del nome del 29enne Ruotolo.

Rosaria

Va precisato che anche la 25enne Rosaria Patrone, compagna di Ruotolo, sapeva dell'esistenza di questo account, utilizzato con una certa ingenuità e superficialità. Al momento si ha notizia anche di offese scritte a mano sul citofono della casa della coppia, dove in passato sarebbero apparse scritte offensive come: "Terroni di m.", "Cornuti", "Zingaro di m.". Gli inquirenti confidano di risolvere il caso e nelle prossime settimane ci dovrebbero essere novità, tuttavia è evidente che non c'è un collegamento chiaro e diretto tra accuse o omicidio. Se anche fosse provato siano stati Giosuè e Rosaria ad offendere e insultare i due, nel processo resterebbe da fornire le prove relative a 'chi ha ucciso la coppia' mentre si trovava in auto il 17 maggio 2015. La comunità di Pordenone è rimasta molto colpita da questa vicenda in quanto i due giovani erano perfettamente integrati nel tessuto sociale cittadino e collocati con profitto nel mondo del lavoro. Per rimanere aggiornati potete cliccare sul pulsante segui in alto vicino al mio nome.