Non solo Padova, ma l'Italia intera, mercoledì 10 febbraio celebrerà la scomparsa di Andrea Pescia: il giovane padovano che, dieci anni fa, fu assassinato da un balordo a Fortaleza, la capitale dello Stato del Ceará, in Brasile. Alle ore 18.30, nella città veneta, sarà celebrata una breve messa presso la chiesa all'interno dell'Istituto dei Rogazionisti (in via Tiziano Minio, in zona Arcella): la funzione religiosa - accompagnata dalle musiche di "Matteo & figlio Max" - sarà seguita da una cerimonia di saluto, organizzata dall'Associazione ONLUS Andrea Pescia - Per i bimbi del Brasile (Associazioneandreapescia.org).

Il caso Pescia, quando tutto iniziò

La triste vicenda - nota alle cronache come «caso Pescia» - prende appunto le mosse nel 2006.

Quando Paulo Henrique "Erê" Soares Pereira uccide a sangue freddo il nostro connazionale - che lascia un figlio, André Júnior - "colpevole" solo di averlo riconosciuto come l'autore di un furto ai propri danni. Il delinquente - nonostante che a suo tempo sia stato catturato, e abbia trascorso alcuni anni in carcere - è oggi latitante. E', infatti, evaso nell'aprile del 2013, in occasione di un permesso per lavoro esterno. Bruno Pescia, il padre di Andrea - che nella metropoli del Brasile, risiedeva, studiava e lavorava - ha addirittura posto una taglia di diecimila real per la cattura del malvivente.

Sinora, però, Soares Pereira è uccel di bosco. Anche se - dicono i ben informati - questi potrebbe essere stato, nel frattempo, ucciso, a irritare Pescia è che nessuno si accorse della fuga del balordo.

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Fin quando - ma ormai era tardi - l'avvocato della famiglia italiana non eseguì gli annuali controlli di routine.

Da una storia drammaticamente vera ma surreale, nascono un libro e un film

La storia è raccontata nel libro "Urla nel silenzio - Il caso Pescia". Questo successo editoriale da oltre 36 mila copie - che all'Associazione presieduta da Pescia, ha consentito introiti per più di 50 mila euro - descrive una vicenda niente affatto comune: una vera e propria odissea. Una volta appresa la tragica notizia, Pescia vola a Fortaleza; qui si scontra con l'inefficienza non solo delle nostre Autorità diplomatiche e consolari, ma anche di quelle brasiliane, perennemente sconvolte dal caos istituzionale. In sostanza, si vede costretto a pagare, pur di ottenere la cattura del colpevole: alla fine un funzionario della Polícia civil s'impegna ad aiutarlo seriamente, e l'assassino sarà così assicurato - ma solo per pochi anni - alla Giustizia. La vicenda è narrata anche dal film "Urla nel silenzio", prodotto dalla Grproduzioni, per la regia di Giorgio Giorgi: un lungometraggio di successo - inscenato da "attori di strada" - che è periodicamente trasmesso da varie televisioni italiane.

Escola filantropica Andrea Pescia, un aiuto concreto a centinaia di bambini

Pescia ha trasformato la rabbia in un'impresa di grande valore etico, in un Paese travolto anche dall'attuale recessione. L'Associazione gestisce, infatti, l'Escola filantropica Andrea Pescia. Situato nella favela Garibaldi del quartiere Serrinha - nel cuore della Capitale del Ceará - l'istituto ospita oltre duecento bambini, ed è stato di recente visitato anche dall'onorevole italo - brasiliana, Renata Bueno. «Ci stanno aiutando a cambiare una parte dello statuto dell'ONLUS, e l'operazione ci dovrebbe aprire le porte - quale associazione riconosciuta anche dal Brasile - alle agevolazioni e agli aiuti», ha dichiarato di recente Pescia a «Lettera43». #Esteri #America Latina #cronaca nera