Sito del Ministero dell'ambiente, del MIUR, del Family Day, del "Fuhrer" Alfano e della sicurezza nazionale. Non è l'elenco dei più cliccati della settimana ma di quelli attaccati, in soli sette giorni, dal gruppo di Hacker che va sotto il nome di "Anonymous Italia". Un'escalation che ha visto oscurare due siti nello stesso giorno, a distanza di poche ore. 

L'attacco contro il ministro per difendere le unioni civili 

Due post sulla pagina Facebook con relativi link al blog, il tutto a distanza di poche ore l'uno dall'altro.

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Il motivo è segnalare le loro ultime azioni: oscurato sia il sito del Ministro degli Interni Alfano, soprannominato per l'occasione "Fuhrer Angelino", sia quello della sicurezza nazionale, in questo caso per attaccare il "fantoccio Renzi".

Il leader di NCD è stato preso di mira per aver pronunciato le parole "ignobile tentativo di marchiare i figli delle persone omosessuali". Frase che però suona abbastanza strana, sembrando a favore delle unioni civili. Ed infatti cercando in rete la dichiarazione risulta essere del presidente dell'Arcygay Flavio Romani, rilasciata per altro lo scorso ottobre.

Che si sia trattato quindi di un grosso errore da parte di Anonymous? Sembrerebbe di si, e farebbe credere che, almeno in questo caso, abbiano agito con un po' di superficialità, magari facendosi trarre in inganno dagli articoli in rete sulla dichiarazione di Romani che hanno come immagine proprio la foto del Ministro.

In ogni caso la posizione di Alfano a riguardo è risaputa e l'azione del gruppo di hacker non è isolata ma è solo l'ultima della loro battaglia per sostenere i diritti delle coppie omosessuali.

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Anche lo scorso sabato, infatti, si erano mossi attaccando il sito del Family Day 2016 proprio il giorno della manifestazione, coprendolo con immagini con su scritto "Stop omophobia. Love is Love".

Dure le parole contro il ministro: "Sei solo un povero omofobo", si legge sul loro blog e su Facebook, "che usa le sue dinamiche di potere per soffocare il diritto dei bambini, che tanto sembri difendere, di avere una famiglia che garantisca amore". E concludono lasciando trasparire una speranza di approvazione del ddl Cirinnà: "Hai dichiarato di abbandonare la Camera qualora il decreto passasse: siamo sicuri che il nostro Governo dimostrerà per una volta di concordare su un diritto umano e imprescindibile."

Il premier colpito per la nomina di Carrai

Motivazioni diverse invece quelle che hanno portato all'oscuramento del sito della sicurezza nazionale.

"Il fantoccio Renzi ha annunciato dopo gli attentati di Parigi di voler investire 150 milioni per la cybersicurezza della nostra nazione. Come potrete ben immaginare, ha scelto di farlo seguendo il protocollo standard in Italia, ossia assumendo a capo dell'organo un suo fedele, che ha ricoperto per lui diverse cariche in passato". E il post prosegue proprio con l'elenco di tutti gli incarichi avuti dal fedele amico di Matteo Renzi grazie ai vari ruoli di potere avuti da quest'ultimo: prima quando era segretario della Margherita, poi presidente della provincia di Firenze ed infine sindaco del capoluogo toscano.

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Anonymous riprende il grande polverone che si era alzato qualche settimana fa e accusa il premier di un "notevole conflitto di interessi", attaccando anche Carrai per la mancanza di trasparenza della sua società di cybersecurity.

L'organizzazione chiede che "sia mandata a capo dell'organizzazione una figura con reale esperienza nel settore, evitando l'ennesimo sperpero di denaro pubblico", e conclude con una promessa che fa presagire che sentiremo ancora parlare di loro: "Continueremo a manifestare il nostro disappunto finchè non si verificherà un cambio di rotta, con l'assunzione di un professionista con esperienza e capacità".

Che sia quindi iniziata una seria attività di contrasto da parte di Anonymous contro l'attuale governo? A guardare l'ultima settimana, sembrerebbe proprio di si. Ma è ancora presto per dirlo.