Sembra che qualcosa si stia muovendo nei tribunali della Toscana per scoprire i veri responsabili del tracollo della Banca Etruria.Il Tribunale fallimentare di Arezzo, infatti,con la sentenza del 12 febbraio, dove hadichiaratol'insolvibilità da parte dell'Istituto di credito,ha datola possibilità al pubblico ministero di aprire un fascicolo ed avviare un indagineper bancarotta fraudolenta nei confronti dei dirigenti ritenuti responsabili di questo dissesto, che hanno guidato la Banca dal 2013 al 2015.
Un modo per fare chiarezza e forse giustizia per chi si è visto defraudato da persone di cui si fidava. Si dice che tra gli amministratoripossa esserci anche Pier Luigi Boschi, consigliere e Vicepresidente dell'Istituto creditizio, nonché padre del Ministro Boschi.
La reazione dei ex vertici della banca
I massimi dirigenti coinvolti in questo scandalo finanziario sono pronti a dimostrare la loro estraneità al fatto e soprattutto la loro innocenza. A cominciare dall'ex presidente Lorenzo Rosi, che già durante il dibattimento per dichiarare il fallimento dell'Istituto creditizionella propria memoria si è difeso accusando la Banca D'Italia. Ha sostenuto, infatti, che quando ha consegnato l'Istituto in mano ai commissari incaricati dal Ministero dell'economia nel febbraio del 2015, questonon era per nulla in perdita, anzi aveva un capitale di 60 milioni di euro, rientrando ancora neilimiti imposti dall'Europa. Questi nuovi amministratori, invece, su istanza della Banca d'Italia avrebbero creato il dissesto con perdite di 416 milioni di euro portando al famoso tracollo di circa 1 miliardo di euro con le conseguenze che tutti conosciamo.
Naturalmente ci sarà modo e tempo in luoghi più adatti per verificare ogni cosa.
Insolvenza della Banca, che cosa potrà accadere
Quello che conta è che con la sentenza del Tribunale di Arezzosi potranno aprire nuovi scenari per capire cosa sia realmente accaduto non solo alla Banca d'Etruria, ma anche alle altre interessare in questo scandalo. Leindagini potranno coinvolgere diversi aspetti a partire dalla verifica dei creditori a cui sono stati elargiti milioni di euro senza alcuna garanzia, consulenze pagate a peso d'oro, quelle famose obbligazioni "tossiche" e tanto altro.