Ci sono sempre più misteri nell'omicidio di Gloria Rosboch, l'insegnante di Castellamonte uccisa e gettata poi in un pozzo. Nel delitto risultano indagati e in stato di fermo Gabriele Defilippi, sua madre Caterina Abbattista e Roberto Obert. I carabinieri del comando provinciale di Torino hanno interrogato una trentenne residente nel canavese. Secondo gli inquirenti la donna, una italiana, avrebbe telefonato alla Rosboch fingendosi una dipendente bancaria, per incalzarla a consegnare tutti i suoi risparmi, 187000 euro, al giovane Defilippi.

Al gip Marianna Tiseo, il ragazzo avrebbe però escluso la partecipazione di un'estranea nella truffa, sostenendo che la chiamata l'avrebbe fatta lui camuffando la voce e accusando Obert di avere architettato tutto, per rendere l'imbroglio il più verosimile possibile.

La versione di Obert

Dal canto suo Roberto Obert ha negato ogni responsabilità a riguardo, precisando di aver visto l'insegnante solo una volta in vita sua il 13 gennaio scorso, il giorno del suo omicidio, come del resto ha sempre contestato qualsiasi responsabilità sull'uccisione materiale della vittima: "Io ho fornito solo la macchina dove Gabriele ha strangolato l'insegnante, poi l'ho aiutato a liberarsi del cadavere gettandolo in un pozzo a Rivara".

Dichiarazioni che contrastano con quanto affermato dal giovane amante, che lo accusa invece di aver ammazzato la povera maestra, con lui relegato al ruolo di semplice autista. Intanto l'avvocato Pierfranco Bertolino legale di Defilippi, punta tutto sull'infermità mentale: "Gabriele era in cura dallo psicologo già dal 2011, Il sospetto che oltre a un grave disturbo di identità, possa avere anche una patologia più grave".

Di tutt'altro parere la pubblica accusa, che afferma invece come Gabriele avesse pianificato nei minimi particolari e con l'aiuto del complice un efferato e disumano omicidio premeditato. Una cosa è certa: se Gabriele Defilippi dovesse essere riconosciuto incapace di intendere e di volere, per la giustizia italiana non sarebbe processabile.

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