Il servizio andato in onda durante la trasmissione Le Iene nella serata di domenica 31 gennaio ha suscitato grande indignazione tra gli abitanti, i politici e migliaia di telespettatori che hanno manifestato il loro sdegno sui social network. Per Aldo Milone, capogruppo di Prato Libera e Sicura, il servizio ha umiliato la città di Prato mentre il Movimento civico La città per noi si chiede il perché del mancato intervento delle forze dell'ordine. Vediamo in dettaglio i fatti.

Pubblicità
Pubblicità

Il Servizio andato in onda

L'inviato delle Iene Maisano, dopo due giorni di appostamenti nei pressi di un negozio etnico passati a filmare gente insospettabile e ben vestita, minorenni e tossicodipendenti dichiarati che si rifornivano di palline di eroina da spacciatori di colore in pieno centro a Prato, decide di uscire allo scoperto ma, alla vista della telecamera, tutti si dileguano velocemente.

Pubblicità

La reazione sembrerebbe scontata se non fosse che a sottrarsi alle sue domande sono anche i vigili urbani e persino una pattuglia dei carabinieri che Maisano cerca invano di fermare per chiedere spiegazioni.

Le reazioni politiche

Aldo Milone, capogruppo di Prato Libera e Sicura, in un articolo apparso oggi sul Tirreno, accusa il sindaco Biffoni di aver consentito le riprese e la messa in onda di un servizio che ha denigrato la città di Prato a capitale dello spaccio. Sandro Ciardi della Lista Giovani e Famiglia, sempre nell'articolo del Tirreno, parla di una scomoda verità che tutti conoscono da tempo. Il Movimento civico La città per noi chiede una spiegazione plausibile al comportamento poco chiaro avuto dai militari di fronte alle richieste dell'inviato.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Serie TV Lega Nord

Ancora più dura è la reazione della Lega Nord per bocca del consigliere regionale Manuel Vescovi e della segretaria provinciale Patrizia Ovattoni; entrambi accusano gli africani, protagonisti del servizio, additandoli come mercanti di morte che appaiono come padroni incontrastati di una terra di nessuno all'ombra del Duomo, segno tangibile di un degrado sociale e di una espansione del fenomeno droga che anche le forze dell'ordine fanno fatica a contrastare.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto