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La CDC (Center for Disease Control and Prevention), un'agenzia degli Stati Uniti importante quanto la più conosciuta OMS, raccomanda i controlli su Aedes Albopictus, la "nostra" zanzara tigre. In un documento rivolto ai funzionari sia locali che statali della sanità pubblica, fornisce una guida per la sorveglianza e il controllo delle zanzare protagoniste del virus Zika. Sebbene questa guida escluda che negli Stati Uniti circolino a ciclo continuo gli Arbovirus (Dengue, Chikungunya, febbre gialla e Zika), ritiene che continuino a verificarsi casi importati.

Indica che viaggiatori infetti, potrebbero attivare focolai di virus attraverso le popolazioni di zanzare tigre stabilite negli Stati Uniti continentali.

Cosa aspettarsi in Italia?

Sebbene, secondo esperti, sarebbe bassa la probabilità del rischio di espansione del virus a causa delle rigide temperature invernali in Europa, non dobbiamo dimenticare che siamo testimoni di un surriscaldamento globale e che, fra le altre cose, questo ha già favorito la colonizzazione della zanzara tigre anche nel nostro paese, quindi abbiamo il potenziale vettore di queste definite malattie tropicali.

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Secondo i microbiologi clinici italiani, potrebbe diventare pericolosa la propagazione del virus una volta cominciata l'attività biologica delle zanzare, cioè fra pochi mesi. Come già successo in Romagna nel 2007 per il virus Chikungunya, così potrebbe succedere anche con Zika. È vero che in quel caso il focolaio del virus venne neutralizzato in poco tempo e lo stesso potrebbe ripetersi con Zika, non dovremmo però ignorare i rischi e cercare di informarci per proteggerci.

Raccomandazioni dell'ultima ora

A dimostrazione delle incertezze sul virus, meno di un ora prima della stesura di questo articolo, la stessa agenzia per la salute americana non ha pubblicato soluzioni ma in maniera molto "sterile" i sintomi del virus: "febbre, eruzioni cutanee, dolori articolari e congiuntivite". Ha ricordato che OMS già dal maggio 2015 aveva emesso un avviso di contagio in Brasile e che, lo stesso paese, ha segnalato casi associati al virus di sindrome di Guillain-Barré e microcefalia.

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Anche se al momento non sono dimostrate le casualità di queste malattie con Zika e alcuni potrebbero attribuirle a sperimentazioni genetiche fatte nelle vicinanze dell'epicentro di queste gravi malattie neurologiche da parte di multinazionali anglo-americane, non ci resta che attendere sperando che le previsioni annunciate sul virus siano eccessive e che, comunque in Italia non si sottovaluti il potenziale di trasmissione del virus.