Nell'ultima puntata del noto programma Mediaset Quarto Grado, i conduttori Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi sono tornati ad occuparsi del caso di Yara Gambirasio (13 anni al momento della morte) la ragazzina di Brembate di Sopra uccisa a Chignolo d'Isola il 26 Novembre 2010. L'unico indagato per l'omicidio è al momento Massimo Giuseppe Bossetti (45) ex muratore residente a Mapello, padre e marito di famiglia. Negli ultimi anni, Marita Comi, moglie del carpentiere, ha tentato di difendere il buon nome del marito in alcuni programmi televisivi come Matrix e Segreti e Delitti (spin-off estivo di Quarto Grado). Numerosi comunque gli indizi contro il 45enne, a cominciare dal DNA nucleare trovato sul corpo della 13enne e compatibile con lo stesso Bosseti, o quantomeno, con un suo famigliare.

Certo, nel caso in cui fosse stato trovato il suo DNA mitocondriale, la colpevolezza dell'uomo sarebbe stata più certa e concreta. Alcuni inviati di Quarto Grado hanno avuto l'occasione di intervistare i due legali del carpentiere, Paolo Camporini e Claudio Salvagni.

L'intervista ai legali di Bossetti

Durante le indagini degli inquirenti, fu scoperto che sul computer di Bossetti erano state effettuate ricerche ambigue riguardanti ragazzine di 13 anni, proprio come Yara. Parole chiave, usate su alcuni motori di ricerca telematici, che avrebbero più di una sfumatura inconfondibilmente pedofila. Fu l'ex muratore di Mapello a ricercare argomenti simili sul web? Ecco cosa ha dichiarato l'avvocato Salvagni al riguardo: "Non vi è nessun certezza circa chi fosse il reale utilizzatore del computer, la famiglia è del resto composta da diversi componenti.

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Non si possono pertanto attribuire tali attività alla mano del signor Bossetti". Riguardo il ritiro dei consulenti della difesa, Salvagni ha affermato: "I nostri consulenti si sono ritirati non (e sottolineo "non") perchè vi siano zone d'ombra, non per divergenze con la difesa, ma per incarichi assunti recentemente che li porta, a loro dire, ad una sorta di incompatibilita' ". Il secondo difensore di Bossetti, Paolo Camporini, ha aggiunto: "Secondo me, questa incompatibilità, da come ci è stata rappresentata, non consisteva. Perchè l'incarico era stato assunto in precedenza e poi c'è anche un dovere di mandato. Non bisogna dimenticare che in questo processo c'è un imputato che rischia l'ergastolo".