Appena due giorni fa sembrava non esistessero più dubbi: il terzo uomo dell'attacco all'aeroporto di Zaventem - ribattezzato l'uomo col capello - sembrava essere stato identificato col nome di Feysal Cheffou, giornalista freelance di 26 anni. Gli investigatori si erano messi quasi subito sulle sue tracce, subito dopo l'identificazione da parte del taxista. Lo avevano fermato giovedì, a due giorni dai tremendi attentati che hanno seminato il terrore a Bruxelles, prima all'aeroporto, poi nella metropolitana. Poi il colpo di scena: Feysal Cheffou viene rilasciato per mancanza di prove a suo carico.

Il reporter, infatti, non sarebbe il fantomatico uomo col capello a cui le forze dell'ordine belghe hanno dato la caccia per 48 ore. Rimane indagato, Feysal Cheffou, ma non è lui il terrorista ricercato, l'uomo che avrebbe lasciato l'aeroporto di Zaventem senza far esplodere il bagaglio più carico, e dunque più distruttivo, dei tre. Nonostante il rilascio, Cheffou è sempre indagato.

Il ritrovamento dei guanti destri

Il terzo terrorista, quindi, sarebbe ancora in fuga. L'uomo era stato ritratto insieme ad altri due uomini nell'aeroporto di Zaventem. I due uomini - Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui - portavano entrambi un guanto alla mano sinistra. I guanti destri sarebbero stati ritrovati in un autobus di Bruxelles.

Sul tessuto sarebbero state rinvenute tracce di esplosivo. A rivelare queste indiscrezioni il Wall Street Journal, che nel raccontare la storia avrebbe fatto riferimento a una fonte ufficiale degli Stati Uniti.

Sempre secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, gli investigatori di Bruxelles starebbero tentando di individuare la persona che avrebbe lasciato su quell'autobus i due guanti.

Ad averlo fatto potrebbe essere stato proprio il fantomatico terzo uomo, l'uomo col cappello che è tuttora ricercato e che in un primo momento era stato identificato come il giornalista freelance Feysal Cheffou.

Il passaggio dei terroristi in Italia

Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, ben quattro terroristi coinvolti negli attentati di Parigi e di Bruxelles sarebbero passati in Italia.

A ricostruire gli spostamenti dei quattro giovani gli uomini dell'antiterrorismo, che avrebbero anche redatto un documento poi finito nelle mani di SkyTG24. Mentre Salah Abdeslam si trovava a Bari, l'uomo che si è fatto esplodere nella metropolitana di Bruxelles,Khalid El Bakraoui, sarebbe transitato in Italia prima di proseguire il proprio viaggio verso la Grecia.

Chi invece forniva documenti falsi ai terroristi, ovvero il quarantenneDjamal Eddine Ouali, è stato arrestato pochi giorni da a Salerno. Ouali, però, avrebbe negato ogni tipo di coinvolgimento col terroristi che hanno sconvolto Parigi e Bruxelles.Mohammed Lahlaoui, che pochi giorni fa è stato arrestato in Germania, avrebbe invece vissuto in Italia, e in particolare a Brescia, tra il 2007 e il 2014.

I rimproveri della classe politica nei confronti degli 007 italiani non hanno tardato ad arrivare: per Maurizio Gasparri, di Forza Italia, il nostro "è diventato un Paese colabrodo e la piattaforma logistica dei terroristi".