Ha spopolato sul web, dopo l'episodio simile accaduto in Argentina legato alla morte di un baby delfino, la vicenda di una turista pronta a tutto pur di farsi scattare una foto insieme ad un cigno, durante un suo viaggio in Macedonia, sulle rive del lago Ohrid.

Le testate giornalistiche di moltissimi paesi hanno riportato la notizia secondo la quale il povero volatile sarebbe stato trascinato per un'ala per poi essere lasciato morente sulla riva, subito dopo lo scatto.

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L'epilogo sarebbe stato una lenta agonia susseguita da morte, con la conseguente indignazione del web. I social network infatti sono letteralmente invasi da commenti sulla vicenda.

Ma in realtà le cose (fortunatamente per il cigno) sono andate molto diversamente.

Il vero epilogo

Come giustamente riporta il sito Bufale.net è, innanzitutto, sbagliata la dicitura "selfie", sia per questo caso che per quello del delfino in Argentina. Per selfie si intende, infatti, un autoscatto; in questi casi, invece, si tratta semplicemente di persone che vogliono farsi fotografare da qualcun altro insieme ad un animale.

L'utilizzo della parola impropria di certo crea più scalpore per un titolo editoriale e richiama di più l'attenzione, ma confonde i lettori.

Inoltre, nonostante lo stesso sito Macedoniaonline.eu riporti la notizia della morte del cigno, molti elementi hanno chiarito che la faccenda si è conclusa, per il povero animale, "soltanto" con un'ala spezzata.

In realtà sui quotidiani macedoni la notizia era stata un po' come "ricavata" poichè i passanti avevano riferito che, dopo lo scatto della fotografia, l'animale era stato abbandonato sulla riva del lago, immobile e sofferente; ma non c'era alcuna evidenza della morte nè c'era stato qualcuno che lo avesse soccorso o controllato.

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Il cigno era stato davvero lasciato al suo destino, non solo dalla turista ma da tutto il paese.

La vicenda è accaduta il 4 Marzo 2016 ma il giorno dopo è comparsa questa foto sul profilo Twitter di un fotografo residente nelle vicinanze del lago:

Anche un articolo del 9 Marzo del sito Meta.mk confermerebbe la cosa, concorde con quanto dichiarato dall'associazione animalista Animalia, operante sul territorio, che ha riferito che l'animale ha, "per fortuna", riportato solo un problema all'ala e che la donna è ricercata per maltrattamento.

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