Attacco preventivo nucleare della giustizia’, così viene soprannominato l’avvertimento lanciato dal giovane leader nordcoreano Kim Jong Un contro gli Stati Uniti e la Corea del Sud, in reazione all’inizio di sostanziose esercitazioni militari concordate dai due paesi alleati. È solo l’ennesima minaccia del dittatore dal 2011, ovvero da quando ha preso il potere dopo la morte del padre, il quale aggiunge che le esercitazioni che iniziano oggi, lunedì 7 marzo, fino alla fine di aprile, sono semplicemente prove di invasione.

Ci si deve preoccupare?

La minaccia sarebbe diretta principalmente verso le basi del Sud, quelle americane nel Pacifico e altri luoghi sul territorio Usa, ma gli esperti affermano che si tratta solo della solita, ennesima sparata propagandistica. ‘Se premiamo i pulsanti per annientare i nemici anche in questo momento, tutte le basi dei provocatori saranno ridotte a mari di fiamme e cenere in un solo momento’: questa la frase ad effetto usata per intimorire. Gli esperti però spiegano che un suo arsenale nucleare può solo consistere in bombe nucleari ancora grezze, in quanto i nordcoreani non hanno ancora imparato il processo di miniaturizzazione necessario per l’installazione di queste testate sui missili.

Inoltre ci sono molti dubbi sul fatto che possiedano missili a lunga gittata affidabili e precisi per trasportare tali testate verso il continente americano. Eppure è stato messo in scena il quarto test nucleare nel mese di gennaio, e questo preoccupa non poco il governo di Seoul che si trova a solo un’ora di auto dal confine più pesantemente armato del mondo, pieno di truppe pronte per l’invasione.

Si tratta di risposta a provocazioni?

Non sono vicine nel tempo azioni offensive degli americani, nonostante i diffusi proclami. L’Onu ha recentemente imposto dure sanzioni e continuerà a farne altre a causa della mancanza di molti basilari diritti umani. C’è da dire che alla base delle sanzioni ci sono però i test balistici effettuati con missili, ripetutamente, nelle acque di fronte alla Corea del Nord, ed il dubbio lancio in orbita di un satellite nordcoreano, che probabilmente mascherava un test a lungo raggio.

I militari della Corea del Sud rilanciano dicendo ad alta voce che l’esercitazione di quest’anno sarà la più grande mai messa in scena, e coinvolgerà personale militare per 300mila soldati, più 17mila americani. A seguito di ciò, gli analisti strategici affermano che è proprio da questo che scaturisce tradizionalmente la rabbia della Corea del Nord, in quanto obbliga il paese, sempre più impoverito e sofferente, a rispondere con i propri ‘giochi di guerra’ molto costosi.