Ed ecco Gaby, il ciclone che tutti aspettavano è arrivato portando con se una  tempesta di sabbia che, a detta di esperti, in Sicilia non si vedeva da anni. Stamattina i siciliani si sono svegliati con uno spettacolo insolito che sta recando non pochi problemi alla viabilità. Il forte vento che da stanotte si è abbattuto sull’isola ha trasportato una vasta nube di sabbia proveniente dal deserto del Sahara. Un ciclone ha colpito la Sicilia portando cumuli di sabbia dal Nord-Africa provocando una tempesta che sta creando non poche difficoltà agli automobilisti.

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Nelle maggiori arterie stradali dell’isola si registrano rallentamenti del traffico e difficoltà nella viabilità. Sulla Palermo -Messina, come riporta il sito inmeteo.it, si sono registrati notevoli disagi e la visibilità è inferiore ai 400 metri. Se non verrà la pioggia, il vento continuerà a portare la sabbia del deserto continuando ad offrire uno spettacolo quanto mai in solito e inaspettato. La tempesta di sabbia è la conseguenza del mutamento climatico, quest’anno la Sicilia ha attraversato un inverno anomalo con temperature caldissime e pochissime piogge, un fenomeno che ha causato e causerà non pochi disagi.

È la conseguenza del surriscaldamento globale, le temperature aumentano ogni anno di più, basti pensare che il mese di gennaio del 2016 è stato il più caldo di sempre, da quando almeno esistono gli strumenti per misurare la temperatura. Per almeno quattro mesi consecutivi la temperatura è salita, complessivamente, di un grado oltre la media, un trend che porterà il 2016 ad essere uno degli anni più caldi di sempre, superando anche il 2015 registrato come anno più caldo negli ultimi 136 anni.

Eliminare i combustibili fossili

Se si vuole davvero affrontare seriamente il problema occorre fare in modo che gli accordi siglati a Parigi, in occasione del summit dell’Omu sul clima, non rimangano tali solo sulla carta, ma i paesi comincino ad applicare le strategia per ridurre il fenomeno relativo al riscaldamento climatico. Secondo gli esperti occorre iniziare dall’eliminazione dei combustibili fossili nell’aria, ma in pratica nessun paese industrializzato si è ancora impegnato in tal senso.

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Precursori in materia sono le Isole Fiji che si sono impegnate a produrre energia ricavata interamente da energie rinnovabili, un obiettivo che dovrebbe essere raggiunto nel 2030.