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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato nei giorni scorsi un chiaro e severo avvertimento al dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un, impegnato da diverso tempo a ostentare armi nucleari e testate missilistiche.

“Con i nostri arsenali potremmo distruggere la Corea del Nord - avrebbe dichiarato Obama attraverso la CBS News - benché questo implicherebbe elevati costi umanitari, vista la vicinanza dei nostri alleati della Corea del Sud”. Kim Jong-un aveva mostrato nei giorni precedenti alcune immagini di missili che fuoriuscivano dal mare, presumibilmente lanciati da un nuovo e potente sottomarino la cui esistenza non è stata ancora effettivamente comprovata.

Che si tratti di un sottomarino o di una piattaforma missilistica al di sotto della superficie dell’acqua, rimane il fatto che la Corea del Nord avrebbe a disposizione dalle 6 alle 8 testate nucleari da utilizzare sui missili. Lo sviluppo ipotetico di un missile balistico intercontinentale rappresenterebbe una seria minaccia per gli Stati Uniti e al riguardo Obama avrebbe da tempo dichiarato l’impegno americano nel migliorare le proprie difese al fine di creare uno scudo in grado di bloccare un eventuale attacco nucleare.

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Parallelamente al messaggio di avvertimento al dittatore, Barack Obama ha aperto colloqui formali con l’alleata Corea del Sud, paese più direttamente minacciato riguardo al dispiegamento di difese missilistiche avanzate.

Il delicato equilibrio militare asiatico

Lo scudo, Terminal High Altitude Area Defence System (THAAD), offrirebbe infatti alla Corea del Sud una sicura protezione ma nel contempo potrebbe cambiare il delicato equilibrio militare di tutta l’Asia orientale.

La Cina, fermamente contraria all’introduzione di difese missilistiche che andrebbero a ridurre la potenza del proprio arsenale nucleare, aveva già esternato forti critiche ai 4 test nucleari effettuati dal dittatore coreano, ottenendo l'imposizione di sanzioni più severe per la Corea del Nord nella recente riunione del consiglio internazionale della sicurezza.

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Ma il continuo sviluppo dell’arsenale nucleare di Kim Jong-un ha inevitabilmente mostrato i limiti dell’influenza cinese, costringendo il presidente statunitense al severo richiamo. “La condotta di Kim Jong-un è scorretta e assolutamente irresponsabile” avrebbe concluso Obama durante il suo formale intervento.