Sono stati dissequestrati ieri telefonini e smartphone del signor Andrea Stival, il nonno paterno del piccolo Loris ucciso il 29 novembre del 2014 in Sicilia, e della convivente Andreina Fiorilla. I dispositivi telefonici erano stati consegnanti di spontanea volontà il 3 marzo scorso al sostituto procuratore della Repubblica di Ragusa, Marco Rota, che sta indagando sull'infanticidio di Loris Stival strangolato e poi gettato in un torrente tra le campagne di Santa Croce Camerina non molto distante dal castello di Donnafugata.

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Caso Loris Stival, analizzati i telefonini del nonno indagato e della convivente

Per l'omicidio del piccolo, ucciso a 8 anni, al momento, l'unica imputata davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale ragusano, Andrea Reale, è la mamma del bambino, Veronica Panarello, accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere aggravati dal rapporto di parentela con la vittima dell'efferato delitto che ha sconvolto non solo le persone del luogo ma l'Italia intera. Il processo si celebra con il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica dell'imputata.

L'attenzione mediatica sul caso resta alta, anche in considerazione delle diverse ricostruzioni fornite nel tempo dalla principale indiziata che ha tirato in ballo anche il suocero, nonché suo presunto amante, Andrea Stival. Così il nonno paterno del piccolo è finito nel registro degli indagati come "atto dovuto".

Attesa la convocazione della nuova udienza davanti al Gup di Ragusa Reale

L'uomo è stato interrogato lo scorso 3 marzo dopo la chiamata in correità da parte di Veronica Panarello che lo ha accusato di aver assassinato materialmente il bimbo, mentre lei si sarebbe limitata ad avere un ruolo nell'occultamento del cadavere, secondo le sue diverse ricostruzioni.

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Sempre il 3 marzo scorso è stata interrogata anche Andreina Fiorilla, la compagna di Andrea Stival che però non è iscritta nel registro degli indagati e gli accertamenti investigativi escluderebbero un suo coinvolgimento. E' nel giorno degli interrogatori che Andrea Stival - indagato anche lui per omicidio volontario e occultamento di cadavere aggravati dal rapporto di parentela - e la sua compagna hanno consegnato i due smartphone in uso nel periodo in cui fu commesso il delitto. Conclusi gli accertamenti tecnici, dai quali non sarebbero emerse significative novità, i due cellulari - come riportato dall'Agi - sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari.