Guai giudiziari per Cristina Kirchner, presidente dell'Argentina negli anni dal 2007 al 2015. L'ex presidentessa dello Stato sudamericano, a quanto si apprende, è stata rinviata a giudizio per un'operazione speculativa sui tassi di cambio condotta dalla Banca Centrale Argentina che, a detta dell'accusa, avrebbe causato grave pregiudizio allo Stato.

Un'operazione speculativa che ha causato perdite per centinaia di milioni di dollari

L'operazione sarebbe stata condotta dalla Kirchner a fine 2015, negli ultimi mesi del suo mandato presidenziale e poco prima dell'elezione del nuovo presidente Mauricio Macri.

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In base a quanto riscontrato dagli inquirenti, le presunte manovre dell'avvocatessa sudamericana avrebbero causato ingenti danni economici allo Stato (si parla di perdite per centinaia di milioni di dollari). Per tale ragione, il giudice federale Claudio Bonadio ha anche disposto, a fini cautelativi, il congelamento di beni della Kirchner per una cifra equivalente a 15 milioni di pesos (circa 1 milione di euro). Rinviati a giudizio, nell'ambito della medesima indagine, anche Axel Kicillof, ministro dell'economia dal 2013 al 2015, Alejandro Vanoli, ex presidente della Banca centrale Argentina, ed altri 12 membri del direttorio dell'istituto. 

La Kirchner non è nuova a guai di questo tipo

Già lo scorso 13 aprile, l'ex presidente argentina era comparsa davanti al magistrato, rifiutandosi di rispondere alle incalzanti domande sul suo operato presidenziale.

Anzi, era passata addirittura al contrattacco, presentando un documento di ricusazione del giudice e arringando i suoi sostenitori, asserendo che l'azione della banca centrale era finalizzata a preservare la stabilità monetaria, finanziaria, l'occupazione, l'equità sociale e lo sviluppo economico del paese.

Cristina Kirchner, oggi 63 enne, non beneficia di nessuna immunità dopo aver lasciato il suo mandato presidenziale lo scorso dicembre, pertanto sarà chiamata a rispondere come un normale cittadino argentino dei reati che le sono contestati.

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Tra l'altro risulta implicata anche in un'ulteriore vicenda di reati di natura finanziaria, legati alla distrazione di fondi verso la Svizzera e, insieme al figlio Maximo Kirchner, deputato, è coinvolta pure in alcune irregolarità nella gestione di alcuni beni immobiliari di famiglia.