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Un nuovo attacco terroristico compiuto dai miliziani dell'Isis ha scosso la Libia. Secondo quanto riportato da un articolo di Guido Ruotolo su "la Stampa", il paese nordafricano è stato colpito da un attentato compiuto da kamikaze nella località Buerat al Kussun, situata a una sessantina di chilometri da Sirte. Sempre stando a quanto riportato da "la Stampa", il bilancio ufficiale è sinora di almeno 30 morti e di centinaia di feriti.

La denuncia delle violenze dell'ISIS fatta da Human Rights Watch

Proprio ieri 18 maggio 2016 l'organizzazione internazionale che lotta per i diritti umani "Human Rights Watch" aveva diffuso un rapporto di 41 pagine sulle violenze e le brutalità che i miliziani dell'autoproclamato Stato Islamico stanno compiendo in Libia sin dal febbraio del 2015.

Secondo quanto è stato scritto nel rapporto di "Human Rights Watch" ed è stato riportato dal quotidiano "il Messaggero", l'Isis si è reso responsabile della decapitazione di circa 49 individui nella città di Sirte, individui accusati di blasfemia e/o di essere delle spie infiltrate nei territori sotto controllo dello Stato Islamico.

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Il caos libico e l'avanzata dello Stato Islamico nel paese nordafricano

Da diverso tempo a questa parte, la Libia si ritrova immersa in un forte caos da cui sembra difficile trovare una salutare via d'uscita. Tra scontri tra fazioni armate opposte tra di loro,tribù ostili e gruppi islamisti, la situazione risulta alquanto complicata e a renderla ancora più precaria c'è stata l'avanzata dell'Isis, Isis che sin dal 2014 si sta rendendo noto nel paese per vie delle sue feroci e violente strategie politiche nonché per l'applicazione di rigide regole religiose nei territori da essa occupati. La Libia è uno dei paesi del Nord Africa in cui l'ideologia e la potenza politica e/o militare dello Stato Islamico ha attecchito più facilmente, questo per via della forte crisi sociale e di rappresentanza che il paese vive dal 2011, anno della guerra che portò alla caduta del regime e alla morte di Muammar Gheddafi.