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La Russia ha stilato un elenco di imprese turche che fornirebbero all'Isis i materiali necessari per confezionare ordigni esplosivi. E' quanto sostiene, secondo fonti diplomatiche interne all'Onu, una lettera che l'ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha recapitato al segretario generale Ban Ki-Moon. Alla base della tesi, ci sarebbero le analisi chimiche effettuate nelle zone liberate in Iraq ed in Siria, dove sarebbero stati rivenuti componenti chimici riconducibili ad alcune società turche.

Dopo l'abbattimento del Jet russo le relazioni tra Turchia e Russia sono tese

Da quando l'esercito turco ha abbattuto un jet russo, nel Novembre dello scorso anno, sostenendo che questo aveva sconfinato nel territorio turco, senza rispondere alle comunicazioni della difesa aerea di Ankara, le relazioni tra Turchia e Russia sono precipitate.

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Alla vicenda il leader russo Putin ha risposto elevando sanzioni nei confronti della Turchia, e a più riprese ci sono stati reciproci scambi di accuse.

La Russia accusa la Turchia di sostenere l'ISIS

Non è la prima volta che dalla Russia partono accuse nei confronti della Turchia, che secondo i russi, farebbe affari con il califfato di Al Baghdadi. Putin all'indomani dell'abbattimento ha accusato la Turchia di aver colpito il caccia russo per difendere la rotta del petrolio, che dal territorio dello stato islamico raggiungerebbe la Turchia, accuse che Erdogan ha respinto al mittente. 

La Turchia offre ospitalità agli jihadisti?

La Russia non è da sola, ad accusare la Turchia di connivenze con Isis. Già nell'Ottobre del 2014, il giornalista Magdi Cristiano Allam, dalle colonne de "Il Giornale", chiedeva alla Nato di "trovare il coraggio di opporsi alla Turchia", che avrebbe offerto sostegno all'ISIS. Accuse che Allam ha ribadito più volte, anche recentemente.

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Il ruolo della Turchia nella lotta all'ISIS

Washington e la coalizione anti-Isis messa in piedi dagli Stati Uniti, fa affidamento sulla Turchia per contrastare ISIS, ma fino a questo momento, gli unici interventi turchi in Siria, hanno colpito i curdi, alleati degli Usa stessi. Anche recentemente Erdogan si è impegnato con gli Stati Uniti ad adoperarsi contro lo stato islamico, ma gli accordi non sembrano aver avuto seguito, almeno per ora.