Una potenteesplosione nei pressi della Balochistan University di Quetta (Pakistan) ha provocato almeno due morti eferito cinque persone secondo i funzionari di polizia.Stando al rapporto dei funzionari locali, gli studentistavano uscendodall'università al termine delle lezioni, quando è avvenuta l'esplosione. Anche due ufficialidelle forze di polizia sarebbero rimastiuccisi nell'esplosione. Le squadra di soccorso sono al lavoro.

I numerosi feriti vengono trasferiti a turno all'ospedale Civile di Quetta. Le forze dell'ordine hanno isolato la zona.

Non si conosce ancora la matrice dell'attentato, anche se tuttolascia pensare ad un atto terroristico. I sostenitori dell'indipendenzadelBeluchistan affermano che la provincia è stata volutamente trasformata in una sorta di"buco nero" dell'informazione. E questo in gran parte per impedire la diffusione dipolemiche e lamentele da parte dei beluchi in patria e all'estero.

Una nuova Shenzen

Bibi Gul, un attivista per i diritti umani presso l'Organizzazione Baloch, sta cercando da tempodi aggirare le restrizioni attraverso una rete informale di utenti di smartphone che distribuiscono notiziari audio brevi tramite applicazioni come BlackBerry Messenger. Un nuovo Shenzhen? Sicuramente una triste realtàper molti versi simile a quella della città cinese, piccolo centro commerciale alla frontiera Hong Kong, quelladel borgo di pescatoripakistani.

Se le decine di messaggi generati dal sistema a metà dicembre ha lasciato dietro di séconseguenze pesanti, la reazione del governo è stata a dir poco furiosa di fronte all'ipotesisecondo cuifra le persone uccise nel quartiere di Arawan 13 erano combattenti ribelli.

"E' una menzogna palese," ha urlato una voce maschile dal telefono di Gul. "Erano civili inermi. E' stato l'esercitoa fareirruzione nelle case e abusare di donne e bambini".

Poche confermedi uccisioni e rapimenti di civili da parte delle forze di sicurezza che passano attraverso il telefono di Gul sono coperti da media nazionali del Pakistan. I giornalisti a Quetta, la capitale della provincia, dicono che non possono confermare la maggior parte delle affermazioni fatte dai separatisti perché hanno un accesso limitato alle fonti di informazione. Dicono anche le loro vite sono a rischio se non riportano la versione dei fatti forniti dalle agenzie statali.

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