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È stato dichiarato lo stato di emergenza a Fort Mc Murray in provincia di Alberta in Canada, dopo che un devastante incendio scoppiato domenica 1 maggio ha portato alla distruzione di più di 24.000 acri di terreno, 1600 edifici e alla fuga di 88.000 abitanti.

Le compagnie petrolifere della zona sono state costrette a chiudere tempestivamente tutti gli impianti e le condutture di greggio per evitare di alimentare un incendio che, al momento attuale, risulta di difficile controllo a causa dei forti venti che soffiano da alcuni giorni nella regione.

Le fiamme che si levano alte nel cielo hanno causato una imponente nube simile a quella prodotta dai vulcani in eruzione.

Scenario apocalittico

Un vero e proprio inferno di fumo e fiamme, quello che si presenta a Fort Mc Murray, città ormai semi distrutta e abbandonata in fretta da cittadini sotto shock che hanno formato lunghe code di auto e bus affollando le arterie principali verso le comunità vicine.

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Il direttore esecutivo di Emergency Management Agency di Alberta, Scott Lungo, afferma che con ogni probabilità buona parte della città sarà completamente devastata.

Sconosciute le cause

Gli esperti avrebbero individuato una serie di fattori che hanno contribuito al propagarsi delle fiamme, uno fra questi un’insolita condizione climatica di aria secca e calda abbinata a forti venti che rendono difficoltose le operazioni di spegnimento agli oltre 250 pompieri presenti sul luogo.

Ma le reali cause che hanno dato vita all’incendio, per ora, rimangono sconosciute.

Le buone notizie parlano di un cambiamento delle anomale condizioni climatiche nel giro di un paio di giorni, quando le temperature si raffredderanno e cesseranno i venti che ora, pericolosamente, minacciano le contee adiacenti e il vicino aeroporto.

Fort McMurray, la porta di accesso al Nord

Fort McMurray viene definita la porta di accesso al Nord ma soprattutto l’ingresso alla regione che ospita la più grande riserva di petrolio al mondo dopo Arabia Saudita e Venezuela, ora minacciata dall'arrivo delle fiamme.

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Le sabbie bituminose hanno reso la città un vero e proprio punto di riferimento per gli operatori del petrolio ma soprattutto hanno comportato un significativo livello di prosperità per la comunità che ora, stando alle testimonianze riportate dalla Bbc, pensa solo alla salvaguardia delle vite umane: "gli edifici si possono ricostruire, l'importante è che non vi siano vittime".