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Si è svolto oggi a Roma il processo che vede imputati per omicidio colposo, i medici dell'ospedale Sandro Pertini che presero in cura Stefano Cucchi il 22 ottobre del 2009. La pubblica accusa nella persona del Procuratore Generale Eugenio Riboli, ha chiesto la condanna a 4 anni per il primario Aldo Fierro e a 3 anni e sei mesi ciascuno per i restanti imputati; Flaminia Bruno, Silvia Di Carlo, Silvia Corbi e Luigi De Marchis. Il 15 dicembre dello scorso anno la Corte di Cassazione, aveva disposto l'annullamento della sentenza con la quale la corte d'Assise d'Appello assolse gli imputati.

Durante le quasi tre ore di discorso del Procuratore generale, si è ripercorso tutto il doloroso cammino che vide l'arresto la detenzione e poi la morte di Stefano Cucchi, fermato il 15 ottobre 2009 dai Carabinieri dopo essere stato visto mentre cedeva a un uomo delle confezioni trasparenti in cambio di una banconota.

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In seguito ad un evidente stato di malnutrizione Stefano viene visitato all'ospedale Fatebenefratelli presso il quale vengono messe a referto lesioni ed ecchimosi alle gambe, al viso (frattura della mascella), all'addome e al torace (due fratture alla colonna vertebrale). Viene chiesto quindi il suo ricovero che però non avviene.

In carcere le sue condizioni peggiorano ulteriormente. Stefano morirà all'ospedale Pertini il 22 ottobre del 2009. Il giorno sul quale, Il Procuratore Eugenio Riboli, ha cercato di fare chiarezza nella giornata di oggi. Secondo il Procuratore nulla venne fatto quella notte, a Cucchi non vennero prestate le cure necessarie e non ne furono monitorate le condizioni fisiche (a Stefano Cucchi venne data solo dell'acqua, al momento del decesso pesava 37 kg). C'è da dire che nei giorni precedenti al processo erano avvenuti fatti altrettanto importanti.

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E' successo che il team di periti incaricati a gennaio dal Gip Elvira Tamburelli di far luce sul caso Cucchi, avesse chiesto una ulteriore e clamorosa proroga di altri tre mesi (ridotta poi a trenta giorni dalla stessa Tamburelli)  per giungere ad una conclusione chiara e scientificamente certa sulle reali cause della morte del giovane (si cercava il nesso causa/effetto tra le lesioni rinvenute sul corpo del giovane e la sua morte). In barba ai sette anni e tre processi che a questo punto non avrebbero portato a nessuna conclusione. In aula, come sempre, erano presenti i familiari di Stefano Cucchi che dal 2009 oramai, cercano un giustizia che tarda ad arrivare.