Le forze irachene, sono entrate a Fallujah, città della provincia irachena di Al Anbar e roccaforte dell'ISIS. L'obiettivo è quello di riconquistare la città, dopo che lo Stato Islamico dell'Iraq e della Siria se ne era impadronito nel 2014. È quanto riporta il quotidiano britannico, The Guardian.

Piano d'azione dell'esercito iracheno

Secondo quanto riportato da un portavoce del servizio antiterrorismo, le truppe dell'esercito iracheno sono entrate da tre diversi punti all'interno della città di Fallujah.

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L'obiettivo, preparato da circa una settimana, è quello di riconquistare la città in provincia di Al Anbar, vicino Baghdad. La zona, a partire dal 2014, era caduta nelle mani dell'ISIS ed è, attualmente, la loro roccaforte. Il comandante che dirige l'operazione, Abdelwahab al-Saadi, ha affermato che l'alleanza internazionale e l'aviazione militare irachena procureranno protezione aerea ai soldati.

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In precedenza, il premier Haidar al Abadi, aveva preannunciato il lancio di una terza fase al fine di sgomberare la città entro 48 ore.

"Le truppe irachene sono entrate nella roccaforte del califfato sotto copertura aerea, fornita dall'unione internazionale e dalle forze aeree irachene", ha dichiarato il capitano al-Saadi. "A garantire maggiore copertura - ha continuato il comadante dell'operazione militare - c'è anche il sostegno dei carri armati e dell'artiglieria pesante”.

Al contempo, lo stesso comandante ha affermato che il Daesh (altro modo in cui è stato definito l'ISIS dal Presidente francese, Francois Hollande) ha opposto resistenza.

Un'operazione che va avanti da una settimana

Secondo quanto riportato dalla Tv di stato, qualche giorno fa le unità militari irachene e le milizie di supporto hanno conquistato degli insediamenti dell'ISIS vicino Fallujah. Tra le città liberate anche quella di Saqlawiya e i villaggi di Al Buhaua, Al Yamila e Al Hasi.

Nei giorni scorsi, inoltre, le truppe irachene avevano liberato altre zone nel sud della città uccidendo 50 presunti terroristi. L'esercito, successivamente, ha lanciato l'ultima settimana di offensiva militare per riconquistare la roccaforte dello stato islamico dell'Iraq e della Siria.

Migliaia di persone a rischio

Ai cittadini era stato chiesto di lasciare la città attraverso corridoi umanitari spalancati dall'esercito o di rimanere chiusi in casa.

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Era stato chiesto anche ai gruppi politici di mettere da parte per il momento le divergenze e di aiutare le operazioni militari rimanendo uniti. L'UNHCR, l'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, ha avvertito che circa 50mila persone sono in pericolo poiché rimaste bloccate in città mentre il bombardamento delle truppe irachene si sta intensificando. "Purtroppo, ci sono notizie riguardanti l'aumento del numero di esecuzioni di uomini, anziani e ragazzi che si rifiutano di combattere al fianco delle forze estremiste", queste le parole dell'assistente dell'agenzia delle Nazioni Unite rappresentante in Iraq, Leila Jane Nassif.

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Si corre il rischio che l'ISIS possa usare le persone bloccate in città come dei veri e propri scudi umani.

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